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Un tuffo nel mare della cultura

Silvia Polato: “Questi eventi consentono di far emergere e valorizzare i talenti dei nostri studenti”

Un tuffo nel mare della cultura

Inseguendo diverse rotte del mare lungo la geografia, la storia ma soprattutto la cultura, il liceo Bocchi-Galilei ha partecipato alla “Notte nazionale del classico”. Il mare è stato il tema di questa 11^ edizione. Protagonisti come sempre allieve e allievi seguiti dai propri docenti che hanno organizzato laboratori teatrali, momenti di riflessione e ricerca, reading e musica presentati dai rappresentanti di istituto Lorenzo Perini e Lavinia Zeva.

La manifestazione è iniziata con il saluto della dirigente scolastica Silvia Polato evidenziando che “gli eventi di questa serata consentono di far emergere e valorizzare i talenti dei nostri studenti che dimostrano come si possa vivere la scuola da veri e propri artefici del proprio percorso di crescita”. Tra i presenti anche il sindaco Massimo Barbujani.

La serata è stata impreziosita da alcuni intermezzi musicali di un poker di studenti: Tommaso Bego pianoforte, Sofia Lo Presti violino, Francesco Marozzi violoncello e Tommaso Oliva batteria.

Primo evento con ragazze e ragazzi della classe prima che hanno presentato “Mito: tra le onde di un mare antico” attraverso una lettura tratta dall’opera di Predrag Matvejevic “Breviario mediterraneo”. Nella pièce una serie di personaggi mitologici e letterari, incontratisi in un bar sotto il mare gestito da Gulliver, hanno raccontato le loro storie tra mitologia e letteratura, per ricostruire un’etimologia del mare dall’antichità fino al dramma dell’alluvione del Polesine del 1951.

E’ seguito il reading della classe seconda “Vagar per mare alla ricerca di un futuro: il potere dell’accoglienza”. Una serie di riflessioni che hanno preso spunto dalla lettura in greco antico dell’ “Odissea” di Omero e da quella in latino dell’ “Eneide” di Virgilio, per comprendere come personaggi, per esempio Enea, siano stati profughi che non si sono arresi di fronte alle difficoltà, veri esempi di resilienza, ma anche di sofferente lotta contro un destino avverso come raccontano anche i versi di Catullo reinterpretati da Foscolo e ripresi dal Pascoli. Fino ad arrivare ai milioni di immigrati italiani in America nei primi decenni del Novecento.

Il laboratorio della classe terza è stato focalizzato su “Oltre i confini del mare” coinvolgendo il pubblico con l’interpretazione di personaggi filosofici ed esponenti delle letterature latina e greca, italiana e inglese: gli studenti hanno usato abilmente lo strumento dell’ironia divertendo gli spettatori, ma facendo comprendere quanto sia ricca e stimolante la cultura classica.

La classe quarta ha presentato la commedia filosofica “L’isola che non c’è” sui temi della proprietà e identità, dove il mare non è un semplice sfondo, ma il protagonista invisibile che orchestra gli eventi: Ugo Foscolo, Robinson Crusoe, Calipso, Ulisse, la maga Circe e il filosofo Campanella, si incontrano su un'isola che trascende la geografia e diventa spazio metaforico dove il mare è un osservatore distaccato: qui ogni rivendicazione territoriale è messa in discussione. Quindi l'appartenenza è un'illusione: sulla terra tutti sono ospiti temporanei.

La classe quinta ha allestito la mostra “Polesine: terra strappata al mare”, laboratorio di micro-storia del territorio che ha condotto gli studenti dalle soffitte di casa ai salotti di parenti e amici, alla ricerca di testimonianze, ricordi e storie di un popolo che da sempre convive con l’acqua. A completamento un video curato dalla professoressa Manuela Sgobbi sulla storia del Polesine attraverso una suggestiva carrellata di documenti d’archivio.

Oltre a reading e laboratori teatrali, è stata allestita dalla professoressa Maria Grazia Piazza un’aula immersiva dove ciascuno ha potuto farsi avvolgente dalle sonorità del mare attraversato i versi dei poeti.

Ultimo atto la lettura di un frammento della poetessa Saffo in diverse traduzioni d’autore. Ma il gran finale è stato affidato agli studenti di quarta che hanno cantato l’ode “Carpe diem” di Orazio messa in musica da Tommaso Bego. I presenti sono rimasti letteralmente incantati.

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