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“Ia: chi la teme non la conosce”

Maggio Rodigino

“Ia: chi la teme non la conosce”

Si è aperto ufficialmente il Maggio rodigino, giunto alla sua ottava edizione e che quest’anno declinerà il tema dell’intelligenza artificiale in contrapposizione a quella naturale. Il progetto culturale, promosso e organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo del Polesine, potrà offrire originali opportunità di conoscenza e confronto con autorevoli studiosi, in un ricco calendario di eventi a Rovigo fino al 30 maggio tra conferenze, musica, teatro, mostre e proposte di enti culturali, associazioni e giovani talenti.

Nel primo appuntamento all’Urban Digital Center, protagoniste le docenti universitarie Silvia Crafa e Viola Schiaffonati, rispettivamente dell’università di Padova e del Politecnico di Milano, insieme al filosofo Giovanni Boniolo in qualità di moderatore. “Molti temono l’Ia perché non la conoscono - commenta Boniolo - è quindi importante far conoscere lati positivi e negativi”.

“I rischi nel presente sono tanti e hanno la priorità rispetto a quelli futuri - le parole di Schiaffonati - dipende tutto da come decideremo di governare le cose, ma senza perdere il focus dai rischi concreti del presente”. “L’Ia, basandosi su algoritmi di misurazione, analisi e comparazione quasi istantanei, vede l’uomo solo come un insieme di dati - la chiosa di Crafa - ad esempio identifica una persona con le sue performance sul lavoro, oppure un consumatore con un certo profilo. Confondere una persona con un insieme di dati ha conseguenze profonde”.

Il Maggio prosegue questa sera, alle 20.30, al seminario vescovile con l’incontro “La chitarra pellegrina”, a cura del conservatorio. Domani alle 16.30 alla Rotonda il concerto con le classi di canto rinascimentale e barocco.

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