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La storia e l’esempio di Dobrilla

Il libro dedicato alla grande polesana

La storia e l’esempio di Dobrilla

Una serata per scoprire una storia che viene dal passato. A Panarella di Papozze, in occasione delle celebrazioni per la festa del Santo Patrono, diversi momenti di cultura, a partire, l’8 agosto, dalla presentazione del libro “Dobrilla Giovannini. Una partigiana nel Polesine” di Vittorio Tomasi.

“Il 2 maggio 1945, a guerra conclusa e a pochi giorni dall’esser stata liberata dal carcere di Padova dov’era stata rinchiusa, Dobrilla Giovannini posa in una foto ricordo insieme ai partigiani della Brigata Maurizio Martello. Ha dovuto attendere sino al settembre del 1971 prima che l’Anpi di Milano, per mano del suo presidente Oreste Vigato vicecomandante del Gruppo Autonomo Isola di Ariano la riconoscesse partigiana, dal 4 febbraio 1944 al 27 aprile 1945. Vigato, nativo di Panarella e poi emigrato a Milano stese la dichiarazione secondo la quale Dobrilla aveva fatto parte del Gruppo Partigiani Autonomi di Rovigo con gruppi armati. Strano, ma Dobrilla si vide riconosciuta combattente dall’Anpi milanese pur avendo operato tra Adria, Panarella e Papozze”.

Così ha esordito la dottoressa Luciana Passarella nel presentare il libro dello storico Vittorio Tomasin. “Una partigiana nel Polesine”, in dialogo con Giuliano Giovannini, nipote di Dobrilla, e che da anni era impegnato per ristabilirne la memoria, ed interloquendo col pubblico intervenuto. Un atto dovuto, quindi, l’incontro a Panarella dove Dobrilla è nata per restituirle la memoria del suo impegno politico. È stata quasi casuale la scoperta della sua vicenda dopo che lo storico Vittorio Tomasin aveva reperito nel 2017 un fascicolo presso l’Archivio di Stato di Rovigo, pubblicato nella rivista Terra e Storia.

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