VOCE
papozze
18.08.2025 - 15:00
“Dopo i pesci e gli uccelli, i primi a giungere nella Lanca erano stati i cacciatori e i pescatori. Poi, trascinando i battelli per l’erba, trasportandoli sulle spalle da un canale all’altro sino al fiume e risalendo lungo la fascia delle golene, l’avevano scoperta i Bosgattesi. Per dormirvi, avevano addirittura rovesciata la barca sopra il letto di reti ancor umide. La notizia delle prodigiose catture di pesci e di uccelli dei primi invogliò anche gli altri. Intorno ai fuochi, sulla riva selvaggia della lanca, ora essi arrostivano le prede…”.
Questo l’incipit di “Una tenda in riva al Po”, il racconto della mitica esperienza di Bosgattia di Luigi Salvini, richiamato all’attenzione dalla dottoressa Luciana Passarella nell’incontro di sabato nel tardo pomeriggio, dedicato all’argomento, nel contesto della fiera di San Luigi di Panarella di Papozze. Salvini non ha bisogno di presentazioni: fu il grande slavista e linguista, morto prematuramente a soli 46 anni, che ha saputo ricreare un’atmosfera mitica, come dice la dottoressa, sulla nascita dell’isola felice di Bosgattia tra golene e boschi del Po.
“Un ambiente – commenta Passarella - che gli doveva richiamare il paradiso terrestre, un luogo ancora incontaminato”. Quell’esperienza ebbe come teatro la Lanca di Panarella, dal 1945 al 1951. Dal 1952 al 1956, l’ultimo anno in cui è documentata la presenza di Salvini, avendo l’alluvione del 1951 e i lavori di bonifica intrapresi fatto scomparire l’isolotto su cui i Bosgattesi si attestavano, Bosgattia emigrò sul Balutin, un isolotto più vicino alla sponda destra di Corbola. Il ricordo di Salvini è ancora vivo nella zona. Prova ne è la buona partecipazione alla serata che ha visto molti intervenire con ricordi personali; tra costoro Germano Menini, uno dei tanti ‘bocia’ di Salvini che fu presente ed ancora ha molto chiara nella memoria l’amicizia con i figli del professore, Beppino, Giuliano e Pierino, suoi coetanei che ogni anno stavano sull’isola insieme al padre.
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