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Grande capo, monologo da premio

Platea numerosa per la finale regionale della competizione, in scena venerdì sera al Censer

Grande capo, monologo da premio

A trionfare, alla quinta edizione di Pillole di Teatro, competizione di monologhi organizzata da Fita Veneto insieme ai direttivi provinciali, un messaggio per il rispetto dell’ambiente, pronunciato dal bravissimo Giacomo Miani, della Compagnia stabile Città Murata di Cittadella di Padova. Il premio è stato consegnato dal vicepresidente Fita nazionale Aldo Zordan. L’appuntamento si è tenuto venerdì sera in una gremita sala Antonio Bisaglia al Censer. Miani ha interpretato un brano tratto da “Il manifesto dei diritti della terra” di Capo indiano Capriolo Zoppo.

A introdurre la serata, la presentatrice Claudia Vigato, con Emilio Zenato, presidente Fita Veneto: “E’ bello vedere una platea così numerosa per una manifestazione che anno dopo anno sa stupire”. A seguire, il saluto di Cristiano Corazzari, assessore regionale alla cultura: “Il teatro amatoriale è parte integrante del sistema culturale Veneto e ne garantisce l’identità”. Per l’amministrazione comunale di Rovigo, l’assessore Andrea Denti che ha così affermato: “E’ un orgoglio che sia di casa, a Rovigo, una finale regionale”.

Ha poi preso la parola Maurizio Noce, presidente Fita Rovigo: “La novità di quest’anno è stata il cambio di location. Fino all’anno scorso l’appuntamento era in piazza Annonaria. Quest’anno, abbiamo avuto la possibilità di usufruire di uno spazio prezioso per la nostra città”. E’ stato inviato anche un saluto dal presidente della Provincia, Enrico Ferrarese.

A giudicare la competizione, una giuria di esperti, formata dai critici teatrali Lino Zonin e Giuseppe Barbanti, insieme a Giovanni Morassutti, attore e formatore. In rappresentanza della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, Anna Paola Nezzo, e per la Provincia Antonia Fruggeri. La serata ha visto esibirsi anche due talenti polesani: Elena Fioravanti, con il pezzo storico di “Amalia, la fiòla de Masin”, dalla penna di Gianni Sparapan, e Barbara Grande, anche autrice del testo “La soglia”, denuncia della violenza contro le donne. Il femminile è stato affrontato da molte attrici: Francesca Cavallo di Gtv Niù da Verona con “Il respiro dell’universo”, Maria Cristina De Gennaro di Artepovera da Treviso con “Ferite a morte”, Mariangela Signore di Tuttiinscena da Venezia con “Salomè”, Silvia Venturini degli Amici del Teatro di Pianiga con “L’amore non va in vacanza”.

Tema storico per Michela Dellai di Teatris da Vicenza, con “La Maria Zanella”, a raccontare episodi dall’alluvione del ’51; mitologia, invece, per Alessandro Mantoan de La Bottega delle Arti di Verona con “Le baccanti” di Euripide. Hanno stupito con la loro ironia Alessandra Tesser di Treviso Teatro con un testo di Gaber, Matteo Zandonà di Nautilus Cantiere teatrale di Vicenza con Tingeltangel. Menzione a parte merita l’ottima interpretazione di Renza Pasqualin della compagnia Tacaboton di Padova, tra il dramma e l’ironia sulla senilità e la perdita di memoria con “Villa Arzilla”.

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