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Biblioteca in pieno fermento

Da Palladio alla Serenissima

Biblioteca in pieno fermento

La biblioteca comunale “Luigi Groto” di Adria propone un ciclo di incontri con l’autore dedicati alla scoperta della storia. Gli eventi si terranno tutti in sala Federighi che si trova alla sede municipale, dalle 17.30. Il primo di questi incontri, che si terrà il 6 ottobre, vede come protagonista Mirco Vassalli, insegnante di storia e filosofia al liceo classico europeo “Foscarini” di Venezia. Si dedica, anche, alla ricerca, come accaduto con il suo ultimo volume: “Palladio Svelato. Villa Badoer e il significato dei suoi affreschi” per edizioni Cleup. Tra i segreti più curiosi, la possibile firma di Palladio: un gufo.

“La domanda guida del saggio - aveva spiegato l’autore - è la seguente: è possibile, decifrando le intenzioni comunicative della villa polesana e l’iconologia degli affreschi, svelare qualcosa di inedito? Lo studio del cantiere di villa Badoer svela l’arte di costruire di Palladio; il libro vuol essere un’introduzione a Palladio; il “fatidico 1554” svela Palladio: anno di guadagni definitivi. Ma il motivo principale è che il saggio svela il significato degli affreschi di un capolavoro di Palladio, le pitture a fresco del misterioso Giallo Fiorentino; svela gli unici affreschi elogiati da Palladio, che li chiama “grottesche di bellissima invenzione” nei Quattro libri, dove tace su un artista che risponde al nome di Paolo Veronese”.

E ancora: “Scommettiamo sulla prodigiosa incursione autobiografica di Palladio sulle pareti frescate. Nato a Padova nel 1508, il giovane Andrea fu introdotto alla corte del Cornaro, fulcro d’una paideia esaltante il métissage con la terraferma. Di ritorno dal quinto viaggio romano in cui ha scoperto le novità di Bramante e Raffaello con il patriarca di Aquileia Daniele Barbaro, Andrea è all’apice del vigore intellettuale. A Fratta, conversa col profeta Bonardo; condivide l’ideologia della bonifica proposta dal Badoer; si intende con un pittore capace di riesumare il rosso delle domus; trova la soluzione del pronao per la facciata. Lui, che ha accettato or ora il soprannome Palladio: l’industriosa Atena, la Sapienza che rende umano l’essere. L’amicizia di Francesco Badoer e Giallo Fiorentino gli restituisce la genialità artistica che vale al maestro un posto tra gli affreschi. Il gufo nel salone della Badoera è la firma del maestro”.

Dopo questo appuntamento, il 13 ottobre sarà il turno di Ettore Beggiato con “1797: la Serenissima e l’occupazione napoleonica”, mentre il 23 ottobre ci sarà Emanuele Bernardi con “La Coldiretti e la storia d’Italia. Rappresentanza e partecipazione dal dopo guerra agli anni Ottanta”. Quest’ultimo incontro vede la collaborazione con l’Istituto di studi e ricerche storiche e sociali.

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