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rovigo
04.11.2025 - 08:00
Sulle antiche rotte dell’ambra. Dal giovedì al 16 novembre, Rovigo si prepara a diventare il cuore pulsante di un viaggio straordinario attraverso il tempo e lo spazio. Il Festival internazionale Sulle vie dell'ambra ritorna per la sua seconda edizione, trasformando la città veneta in un autentico crocevia di culture, storia e tradizioni millenarie. Questo evento unico nel suo genere celebra le antiche rotte commerciali che, per secoli, hanno collegato il Mar Baltico al Mediterraneo, tessendo una rete invisibile ma potentissima di scambi culturali, artistici ed economici che hanno plasmato l'identità europea.
L'edizione 2025 riserva un'emozione particolare: l'Estonia, perla del Baltico e custode di tesori archeologici inestimabili, sarà il paese ospite d'onore. Questa nazione, situata strategicamente lungo le antiche vie dell'ambra, porterà a Rovigo la sua ricchezza culturale, le sue tradizioni ancestrali e le sue innovazioni contemporanee. Attraverso questo gemellaggio culturale, il festival intende riscoprire quelle antiche rotte commerciali che, come arterie vitali, trasportavano non solo l'ambra ma anche idee, tecnologie e visioni del mondo che hanno contribuito a forgiare la nostra civiltà comune.
La giornata inaugurale del 6 novembre rappresenta un concentrato di cultura, scienza e arte che si dipana dal mattino fino a sera, offrendo ai partecipanti un'esperienza totalizzante.
La mattinata si aprirà alle 10.30 nel prestigioso Salone del Grano della Camera di commercio di Rovigo con il Convegno Internazionale “Sulle vie dell'Ambra: Rovigo incontra l'Estonia”. L’evento prenderà avvio con un momento di straordinaria suggestione: l’esibizione del coro delle voci bianche del teatro Sociale di Rovigo, guidato dal maestro Francesco Toso, con le loro voci cristalline creeranno il preludio perfetto agli interventi scientifici che seguiranno.
Gli interventi scientifici della mattinata costituiranno il cuore scientifico dell'evento con Paola Salzani, funzionaria archeologa della Soprintendenza, che aprirà i lavori presentando il progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine”, un’indagine affascinante sugli artigiani e mercanti che animavano il delta del Po attorno al 1000 a.C. Paolo Bellintani, dell'ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento e del Cpssae, condurrà il pubblico in un viaggio temporale, esplorando il Polesine e le vie dell’ambra “ai tempi di Ulisse”, quando il Mediterraneo e il Baltico erano già connessi da reti commerciali sorprendentemente sofisticate.
Monika Reppo, archeologa dell'università di Tallinn, concluderà la sessione con un intervento che ribalta la prospettiva: “Tracce d'Italia nell'Estonia d'ambra”, dimostrando come gli scambi culturali fossero bidirezionali e come la cultura italiana abbia lasciato impronte indelebili anche nelle lontane terre baltiche. Il pomeriggio si trasformerà in un laboratorio di idee e opportunità con una tavola rotonda che riunisce imprenditori veneti ed estoni. Gli ambiti di discussione spazieranno dalla tecnologia avanzata alla telemedicina, dall'e-residence all'agroalimentare, dal turismo all'artigianato tradizionale. Questo incontro, realizzato in collaborazione con l'Associazione Italia/Estonia e moderato da Elisabetta Brusa direttrice artistica del Festival sarà trasmesso anche in webinar, permettendo una partecipazione più ampia e favorendo la creazione di reti imprenditoriali transnazionali. La giornata culminerà con due eventi di straordinaria bellezza al Museo dei Grandi Fiumi.
Alle 18 l'inaugurazione della mostra “Ambra e vetro: trasparenze erranti” offrirà al pubblico l’opportunità unica di ammirare reperti archeologici estoni raramente esposti fuori dal paese d’origine.
Curata da Monika Reppo e Ursula Thun Hohenstein dell’università di Ferrara, l’esposizione racconta attraverso oggetti millenari la storia di una civiltà che ha fatto dell'ambra e del vetro non solo materiali commerciali, ma veri e propri linguaggi artistici. Alle 19 nella suggestiva Sala Flumina, il musicista Silver Sepp chiuderà questa giornata con “Paesaggi estoni in musica”, un concerto che utilizza strumenti originali realizzati con materiali riciclati, dimostrando come tradizione e sostenibilità possano fondersi in un'esperienza artistica contemporanea e profondamente evocativa.
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