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Tra Ervardo Fioravanti e Vivaldi

Con "Musica e pittura"

Tra Ervardo Fioravanti e Vivaldi

L’arte di Ervardo Fioravanti e la musica di Vivaldi. Domenica scorsa all’auditorium Marco Tamburini di Rovigo si è svolto il quinto appuntamento dell’edizione 2025 della doppia rassegna Musica e poesia - musica e pittura organizzata da conservatorio Venezze, fondazione Banca del Monte di Rovigo e Accademia dei Concordi.

Trattandosi del primo incontro della seconda parte della rassegna dedicata alle riflessioni tra musica e arti pittoriche, il saluto introduttivo è stato rivolto da Isabella Sgarbi, vicepresidente dell’Accademia dei Concordi, che ha poi lasciato la parola al relatore della giornata, il ricercatore e critico d’arte Alfredo Sigolo sul tema “L’arte sociale di Ervardo Fioravanti” del quale sono state esposte sul palco del “Tamburini” tre significative opere. Sigolo ha percorso i principali tratti dell’artista polesano, dalla formazione al servizio militare nella seconda guerra mondiale con conseguente prigionia durante la quale continuò a disegnare e a dipingere per approdare poi ad un’arte “impegnata” in cui immagini di comizi, di scioperi e di feste di lavoratori si interfacciano a precedenti drammi locali quali l’eccidio di Villamarzana del 1944 e l’alluvione del Po del 1951. Anche le raffigurazioni di singoli personaggi non sono immagini “individuali”, ma spesso hanno riferimenti alla loro collocazione nella società.

Il programma musicale, “Semplicità al quadrato”, ha avuto inizio da una Sonata per violoncello di Antonio Vivaldi arricchita dall’elaborazione del basso continuo al pianoforte compiuta nel 1955 da Luigi Dallapiccola ed interpretata con maestria tecnica singola e d’insieme e con grande intensità espressiva da Viola Guerra violoncello e Marina Miani pianoforte. In seguito il giovanissimo flautista Filippo Balzan, con Giuseppe Fagnocchi al pianoforte, ha proposto Barcarola et Scherzo (1903) di Alfredo Casella, evidenziando con chiarezza e solidità strumentale i due principali aspetti “simbolici” del pezzo, quali l’impalpabile liquidità dell’andamento di barcarola e la contrastante brillantezza del successivo Scherzo. Infine sei brani scelti dai celeberrimi Jeux d’enfants op. 22 (1871) di Georges Bizet, miniature per pianoforte a quattro mani descrittive dei giochi dei bambini, in cui la semplicità dei contenuti si scontra con il sempre delicato equilibrio tecnico e di ricerca timbrica sulla tastiera da parte di due pianisti, impresa che è riuscita al duo Margherita Di Canio e Marina Miani.

Il prossimo appuntamento si terrà domenica prossima alle 11 sempre all’auditorium Tamburini. La parte figurativa, curata dalla storica dell’arte Paola Pizzamano, proseguirà il percorso legato agli artisti del Polesine del Novecento ed avrà quale tema “Gino Pinelli, un legame d’arte profondo e duraturo per Rovigo”. Il programma musicale “Perfezione classica e stile popolare” sarà invece dedicato a due importanti aspetti cameristici mitteleuropei del passato quali la nascita della sonata concertante per violino e pianoforte.

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