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Tutto il sapore della nostra storia

Degustazione guidata del vino Vangadicia961, riscoperto e “ricreato” dopo vari secoli

Tutto il sapore della nostra storia

Un percorso di degustazione guidata: la didattica sale in cattedra e racconta la tradizione polesana con un momento di approfondimento per gli studenti e per gli operatori del settore.

L’appuntamento si terrà giovedì 20 novembre (dalle ore 9.30 alle 11.30) all’istituto di istruzione superiore Cipriani – Colombo di Adria: il professore Michele Manca, docente di sala bar e vendita, nonché miglior sommelier Ais del Veneto 2022, guiderà i partecipanti in questa “degustazione alla cieca”.

Protagonista assoluto dell’incontro sarà il vitigno autoctono Mattarella, che in questa occasione si presenterà nella nuova veste del Vangadicia961, declinato nelle versioni fermo, frizzante e rifermentato in bottiglia (con il fondo).

Le diverse interpretazioni saranno proposte in una degustazione comparativa alla cieca, affiancata da altri vini selezionati per l’occasione.

“Credo molto in questa tipologia di approfondimenti didattici che consentono ai ragazzi di imparare tecniche relative alla degustazione del vino, coniugata in modo sapiente con la storia del nostro territorio. Ricordiamo che il nostro istituto in questi ultimi anni ha incoronato diversi migliori sommelier dell’Associazione italiana sommelier”, commenta Lorenza Fognagnolo dirigente dell’istituto di istruzione superiore Cipriani – Colombo. Il progetto, promosso dalla Comunità del Cibo e della Biodiversità “Terra della Badia” intende valorizzare il gusto autentico e identitario di un Polesine rurale e prezioso, ancora tutto da scoprire.

“ Il Vangadicia961 proviene infatti dall’uva bianca del vitigno locale - la Mattarella - molto diffusa nei secoli scorsi nel territorio polesano. Nel 1800 viene elencata tra quelle “di buona qualità” coltivate nei comuni di Salvaterra, Canda, Crocetta e Villabona (Sette, 1843) e segnalata in venti comuni della nostra provincia (Rubini, 1884)”.

Dal 2021 è iscritto nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite del Ministero dell’Agricoltura, come uva a bacca bianca autoctona polesana da vino. La Comunità del Cibo e della Biodiversità “Terra della Badia” insieme ad un gruppo di viticoltori ha deciso di produrre un vino squisitamente polesano, emblema della biodiversità. Anche la scelta del nome è pregevole e si lega ad un preciso ambito storico. È necessario fare un salto temporale e tornare all’anno mille: la pergamena sulla quale viene citato per la prima volta il nome dell’Abbazia di santa Maria della Vangadizza è datata 961. All’interno dell’atto di donazione dei sovrani Berengario II e Adalberto a favore del “venerabilem Martinum Vangadiciensis abatem” si trova il toponimo “Vangadicia”: da qui la scelta del nome intrinsecamente legato al territorio polesano. La prenotazione è obbligatoria al seguente numero (391-7373332).

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