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“L’inverno portatore di ricordi”

Un’ora intensa in cui poesia, musica e tradizione si sono intrecciate come fili di una coperta

“L’inverno portatore di ricordi”

Atmosfere d’inverno: un pomeriggio di profumi, parole e memorie al Centro Servizi Anziani di Adria. C’è un momento, quando arriva l’inverno, in cui il tempo sembra rallentare. E’ a questa stagione dell’anima che l’associazione “Attive Terre”, insieme al servizio educativo del Centro Servizi Anziani di Adria, ha voluto dedicare un intero pomeriggio: un’ora intensa, calda, partecipe, in cui poesia, musica e tradizione si sono intrecciate come fili di una coperta d’inverno. Alle 16.30, il presidente di “Attive Terre”, Alessandro Andreello, ha aperto l’incontro. Le sue parole hanno tracciato subito il senso profondo dell’iniziativa in merito all’inverno come portatore di ricordi.

Andreello ha portato anche i saluti del sindaco di Adria, Massimo Barbujani, mentre Michela Zamboni del servizio educativo ha trasmesso la vicinanza del Csa e il ringraziamento per la lunga collaborazione con l’associazione.

Le animatrici del servizio educativo, insieme ai volontari di “Attive Terre”, hanno creato un allestimento che non era solo decorazione: zucche di ogni forma, mele lucide, patate americane, cachi, melagrane, castagne, noci e radicchio rosso, vorze, componevano una piccola “dispensa d’inverno”, come quelle che un tempo si preparavano nelle case del Delta. Colori caldi, profumi familiari, atmosfere che parlavano a ciascuno di un tempo proprio, personale e collettivo. In particolare, “La Bistòca”: il dolce “povero” di farina di castagne che accompagnava le feste e i mercati di Adria.

Andreello ha letto, con il ritmo e la musicalità del dialetto polesano, la ricetta antica tratta dal libro “Il fuoco, il piatto, la parola”. E quando, alla fine dell’incontro, la Bistòca preparata dalla cucina del Csa è arrivata ai tavoli, molti hanno sorriso: “Sa proprio de ’na volta…” Le voci della poesia. Mauro Colombo ha dato voce alle pagine ironiche e acute di Gianni Sparapan, con “L’Aqua” e “Boca” piccole scene quotidiane che scaldano perché autentiche. La vicepresidente dell’associazione “Cosetta Pellegrini” ha portato i versi di Franco Callegaro: “Il Delta del Po”, “Autunno sul Delta” e “Nidi d’inverno”.

Paolo Paganin ha accompagnato i presenti nel mondo delicato e profondo di Lorella De Bei, poetessa del Delta. La sua “Scarnadura” - rito antico della comunità contadina - ha trovato una seconda vita quando la stessa autrice l’ha declamata al termine dell’incontro, accolta da un applauso sincero. Poi, “la musica che solleva il cuore” con Chiara Crepaldi. A chiudere il pomeriggio, Andreello e Colombo hanno letto a due voci “L’ospite della vigilia” di Erri De Luca, una storia che porta dentro la delicatezza delle attese natalizie, il valore dell’accoglienza e il silenzio luminoso della notte di Natale.

“Un grazie che viene dal cuore”, quello che ha pronunciato Andreello a conclusione dell’evento. Poi, un ultimo pensiero augurale, semplice e vero: “Che questo inverno porti serenità, memoria e compagnia”.

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