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Un Callido del ‘700 da doppio bis

Per lanciare il festival

Un Callido del ‘700 da doppio bis

Entusiasmo e gioia hanno accolto l’apertura del festival “Antichi Organi del Polesine 2025” nella chiesa dell’Assunta. Protagonista è stato l’organo “Gaetano Callido” del 1787, opera numero 239, un pezzo storico che ha risuonato con le melodie di un tempo, affascinando i presenti. Il concerto è stato introdotto dalla consigliera alla cultura Marilena Berto, che ha sottolineato l’orgoglio dell’iniziativa e l’importanza del Callido, tra i più di 400 strumenti costruiti dal celebre maestro nei territori della Serenissima.

“Questa musica l’ascoltavano i nostri nonni, bisnonni e trisavoli. L’organo è uno strumento affascinante”, ha affermato. Il parroco Don Stefano Doria ha aggiunto: “Il bello avvicina a Dio – quando ascoltiamo musica così elevata e avviciniamo cose grandi dell’arte e della storia, facciamo del bene al nostro animo”. Il direttore artistico del festival, il maestro Nicola Cittadin, ha ringraziato per la calorosa accoglienza, ricordando che l’evento è organizzato da Asolo Musica Veneto Musica, con il sostegno di MIC, Regione del Veneto, cinque comuni tra cui Loreo, e il patrocinio della Provincia di Rovigo e delle Diocesi di Chioggia e Adria-Rovigo.

Il festival è parte del circuito regionale Cantantibus organis. Il programma musicale ha spaziato dal Barocco ai Classici, aprendo e chiudendo con lo stile operistico di Giovanni Morandi, compositore che scriveva appositamente per gli strumenti Callido delle Marche. Il maestro Luigi Fontana, docente di Pratica organistica al Conservatorio de La Spezia, ha guidato il pubblico attraverso i brani con una breve introduzione, immergendolo nelle atmosfere dei compositori della Serenissima. Al suo fianco, il maestro Nicola Cittadin ha affiancato la registrazione dei suoni, dando vita a un concerto armonioso, in cui le melodie si intrecciavano esaltando il timbro flautato del Callido. Particolarmente apprezzata la Sonata con risposta di flauto in Sol maggiore di Baldassarre Galuppi. Emozionante e travolgente il finale con la Sinfonia in Pastorale del Ss Natale di Morandi, dove la potenza e la maestosità dell’organo hanno suscitato un autentico tripudio di applausi, tanto da spingere il pubblico a richiedere ben due bis.

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