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la giornata della memoria

I luoghi per non dimenticare

Riflessioni per il futuro

I luoghi per non dimenticare

Luigia Modena Colorni ma anche tante altre vittime della follia nazifascita. A ricordarle, l'ampio parterre di autorità riunite a palazzo Celio per la prima parte della mattinata. In un corteo, anticipato dai gonfaloni del comune di Rovigo, di Occhiobello e della Provincia, i presenti, gli studenti delle classi del Celio Roccati coinvolte, le associazioni d'arma e gli amministratori di alcuni comuni del territorio, hanno continuato la commemorazione lungo le vie del centro per raggiungere l'antico cimitero ebraico dietro il tempio della Rotonda.

Lì sono stati citati, da parte del presidente Ferrarese, i deportati polesani internati nei campi di sterminio e il rabbino Locci ha letto un passaggio biblico. Posta una rosa bianca su una delle lapidi presenti, ci si è spostati poi in via Remigio Piva dove si trova l'unica pietra d'inciampo presente in città, quella davanti all'abitazione che fu di Luigia Modena Colorni (1881 – 1944 ). Nata a Venezia, a Padova sposò Gastone Colorni. Con lui si trasferì a Rovigo nel 1907, dove tra l'altro nacque l’unico figlio, Ausonio. A appena 51 anni morì il marito rendendola di fatto vedova; dopo l'armistizio del '43, la situazione divenne drastica il figlio lasciò al città.

Ella rimase a Rovigo fino al 28 luglio 1944 quando venne arrestata, nonostante fosse, secondo le leggi, ariana per parte di madre. Portata a Trieste e poi deportata ad Auschwitz, non fece più ritorno. Conclusione, infine, all'ingresso di piazza annonaria, in via X luglio, per la corona d'alloro alla lapide che ricorda la tragedia dello sterminio. “Con questo momento vogliamo specialmente parlare alle nuove generazioni, – ha poi concluso nei saluti il sindaco Cittadin – la memoria di quello che è accaduto deve guidarci nelle sfide del presente”.

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