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La Spa delle amiche e dei ricordi

In scena L’albero delle rose-Ruscoletti con “Spa - senza pensieri asfissianti” sul filo di ironia e nostalgia

La Spa delle amiche e dei ricordi

La Spa delle amiche sul palco del teatro Duomo fra nostalgia, ricordi e bilancio di vita. Domani (alle 16) la seconda commedia della rassegna Incontriamoci a teatro, organizzata dal comitato rodigino della Fita (Federazione italiano teatro e arti) al teatro Duomo.

Alle 16 entreranno in scena le attrici di “Spa - senza pensieri asfissianti”, commedia ad opera del gruppo “L’albero delle rose”, legato alla compagnia teatrale I Ruscoletti di Canda. Una commedia scritta da Manuela Tavian, con la regia di Emilio Milani.

Il luogo di questo testo è quello dei sogni: una Spa in cui potersi rilassare. Due giorni per staccare la spina, per dedicarsi a sé stesse, per raccontare la propria vita e fare la prima verifica, tirare la prima somma. Con le amiche del liceo, quelle che non vedi da 30 anni ma che sono rimaste intatte nei ricordi di ragazza e con loro ripercorrere ricordi, attualità, gioie e paure, figli, amori. Queste amiche trovano il tempo, il luogo, la loro compagnia e si raccontano e ridono e si commuovono e ricordano, tornano le ragazze di allora ma con la consapevolezza delle donne di oggi.

Si tratta del secondo appuntamento della rassegna organizzata da Fita. Domenica scorsa sul palco del Duomo la rappresentazione “Alcazar. Il rifugio”, da parte della compagnia teatrale Briciole d’arte di Canaro. La rassegna, poi riprenderà il 15 febbraio , dopo una domenica di stop (l’8 febbraio spazio alla manifestazione “Rovigo in love”), con la compagnia “Amici del Teatro dell’Attorchio” da Cavaion Veronese, con “Due dozzine di rose scarlatte”, di Aldo De Benedetti, un classico della commedia degli equivoci.

Domenica 22 febbraio spazio, invece, alla compagnia “Nove etti e mezzo” di Badia Polesine con la rinnovata produzione “Parcheggio a pagamento”.

A chiudere la rassegna, domenica 1 marzo, la storica compagnia di Arquà Polesine “Proposta Teatro collettivo” con “Il mistero del Visentin Narciso”, un testo di Gianni Sparapan

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