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Addio Jimi, anima rock della città

Dai Tnt alla Night of guitars: 40 anni di palchi, amicizie e progetti che hanno segnato generazioni

Addio Jimi, anima rock della città

Rovigo piange l’improvvisa scomparsa di Daniele Battaglini, 73 anni, conosciuto da tutti come Jimi, architetto, musicista e anima rock blues che ha attraversato un pezzo importante della storia musicale rodigina. “Ricevette quel soprannome dopo aver avuto la fortuna di conoscere Jimi Hendrix a Bologna negli anni ’70 - racconta Paolo Bordon, musicista e amico di lunga data – Da quel momento per tutti noi è diventato Jimy”.

La carriera musicale di Battaglini inizia negli anni ’60 quando insieme all’amico a Lucio Chini fondò lo storico gruppo dei Tnt. Con Chini e Battaglini anche altri pezzi di storia della musica rodigina: Aristide Bianchi detto Biso, Giuseppe “Beppe” Lupo, alla batteria e Paolo Pigozzi alle tastiere. Dopo una piccola pausa negli anni ’80, i Tnt ripresero a suonare con “La Réunion ” alla prima festa della birra a Boara, dando vita a un’intensa ripresa della loro attività musicale. Con i Tnt Jimi ha attraversato oltre quarant’anni di musica rodigina, diventando il punto di riferimento di una generazione di musicisti locali, a cui si aggiungevano nel tempo numerosi amici e collaboratori, tra cui Roberto “Beto” Mantovan, per un periodo anche voce degli stessi Tnt.

Oltre al rock, Jimi nutriva una profonda passione per il blues e il jazz, suonando come contrabbassista nel “Rhodigum Jazz Quintet ” con Enzo Valsecchi al pianoforte; Riccardo Marchetto alla Chitarra; Beppe Lupo alla batteria e Marco Pradella al Sax. “Anche negli ultimi anni, fino alla sua scomparsa, non ha mai smesso di suonare, era sempre pieno di idee e progetti nuovi” – ricorda l’amico. Nel 2014 ebbe l’idea di creare un appuntamento annuale per i chitarristi del territorio, un momento in cui ciascuno potesse esibirsi liberamente: “Nacque così la “Night of Guitars” (Nog) – spiega Bordon -, il nome lo dovemmo mettere in inglese perché in italiano risultava un marchio registratao”.

Dopo le prime edizioni al Fanatiko, al bar del bowling e al Caruso, l’evento trovò stabilità alla Corte Carezzabella, dove è stato celebrato per otto anni. “Alla versione estiva parteciparono fino a cinquanta musicisti in una sola sera – spiega Bordon -, l’impegno per organizzare quella serata fu incredibile ma fu un enorme successo”. Ma la mente di Jimi non si fermava mai: “Visto il successo dell’edizione estiva decise che si poteva provare a proporre anche la versione invernale acustica – continua Bordon  -  che, dopo un paio di edizioni svoltesi all’Hops negli ultimi due anni ha trovato spazio nella ‘Casetta Rossoblù’. L’ultima edizione era stata a dicembre 2025, l’ultima volta in cui Jimi si è esibito”.

Battaglini seppe coniugare lavoro e passione quando ristrutturò il celebre Blue Sugar di Canaro, entrando in contatto con Zucchero e partecipando anche a jam session con il celebre cantautore. Curò inoltre l’arredamento del celebre locale “Sebastian Pub” di Ferrara, dove il gruppo dei Tnt si esibì a lungo. Tra le grandi passioni anche quella per i motori. “Amava soprattutto le auto inglesi e qualche volta amava correre in pista - precisa Bordon - ebbe anche l’onore di conoscere Enzo Ferrari”. Dopo lo scioglimento dei Tnt, continuò a suonare con Chini, Sandro Dardani al basso ed Enzo Valsecchi, dedicandosi anche a tributi a Bob Dylan. “Fino all'ultimo ha coltivato questa passione - conclude l’amico - Con lui abbiamo perso un amico e un pezzo di storia musicale insostituibile”.

 

L'ultimo saluto a Daniele Battaglini sarà sabato 7 febbraio alle 11 nella sala del commiato della casa funeraria Domus di Rovigo in viale Tre Martiri

 

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