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Due clavicembali pronti per Bach

Tre coppie di solisti si alterneranno a suonare i due strumenti, accompagnati da una sezione di archi

Due clavicembali pronti per Bach

Concerto per clavicembalo con la musica di Bach. E’ in programma domenica alle 17 al tempio della Rotonda. Un appuntamento in collaborazione fra il teatro Sociale (inizialmente era in programma al Ridotto) e l'associazione musicale Francesco Venezze.

Domenica prossima, quindi, l’appuntamento per gli amanti della musica antica è particolarmente ghiotto: si tratta dei tre concerti che Johann Sebastian Bach ha dedicato a due clavicembali solisti ed archi, tre gemme preziose ma di non comune ascolto, a cui faranno seguito il 22 marzo prossimo i concerti per tre e quattro clavicembali ed archi. Un’integrale che è frutto di un progetto artistico e prima ancora didattico coordinato da Federica Bianchi, docente di clavicembalo al conservatorio rodigino, e che vede riuniti sulla scena un gruppo di valorosi giovani clavicembalisti, in parte ancora allievi del conservatorio Venezze.

In questo primo appuntamento la Bianchi, brillante solista riconosciuta fra i migliori talenti della sua generazione, sarà dietro le quinte, mentre si alterneranno a suonare tre coppie di solisti: Eleonora Luchetti e Simone Bassi Astolfi per il Concerto Bwv 1060, Mattia Varisco e Anna Cortini per il Concerto Bwv 1061, e Francesco Zaggia e Giovanni Calò per il Concerto Bwv 1062. Agli archi ci saranno Giulio Tobia Signorile e Beatrice Giacca, violini, Giuditta Marcolini, viola, Caterina Colelli, violoncello e Paolo Iseppi, contrabbasso.

Per Bach il clavicembalo era prima di tutto il compagno consueto e fidato con cui condividere la prediletta dimensione didattica e familiare del fare musica, ma il suo genio seppe anche trasformarlo in un solista dialogante con l’orchestra, aprendo così inesplorati e fertilissimi orizzonti al genere del concerto, anche tramite rielaborazioni di opere già scritte per altra occasione e altro organico. È proprio questo il caso sia del Concerto Bwv 1060, che è la trascrizione da un concerto perduto per violino e oboe, memore del modello vivaldiano e probabilmente risalente agli anni di Köthen, sia del Concerto Bwv 1062, ben più noto nella versione per due violini Bwv 1043, mentre il Concerto Bwv 1061 spicca per l'originaria destinazione cembalistica, confermata anche nella sua seconda versione, che è dedicata a due clavicembali soli.

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