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Adelmo racconta i sette fratelli Cervi

Appuntamento all'Arci

Adelmo racconta i sette fratelli Cervi

la storia dei sette fratelli Cervi e il racconto di uno dei figli. Prosegue l’attività dell’Arci di presentazione di libri alla presenza degli autori. Domani alle 17 in sala Cavazzini di piazza Tien An Men a Rovigo sarà presente Adelmo Cervi, scrittore e divulgatore, che presenterà il suo libro “Vi presento i miei sette padri”. L’iniziativa, aperta al pubblico, è organizzata dal comitato provinciale di Rovigo dell’Anpi e dalla sezione Anpi di Rovigo, in collaborazione con Arci Rovigo, Auser, Cgil e si colloca all’interno di una serie di presentazioni a Rovigo e nell’Alto Polesine tra oggi e domenica prossima.

Aveva solo quattro mesi Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi e Verina Castagnetti, quando il suo papà fu fucilato dai fascisti insieme agli zii Gelindo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore ed a Quarto Camurri, loro compagno di lotta. Quel che accadde il 28 dicembre 1943 al poligono di tiro di Reggio Emilia, segnò dunque per sempre non solo la sua vita ma anche la storia del ‘900 italiano.

La narrazione fatta da Adelmo della storia personale e politica della famiglia Cervi, una famiglia antifascista di tradizione contadina. Una famiglia che dopo la tragedia subita, nel corso dei decenni ha rappresentato e continua a rappresentare nell'immaginario collettivo quanti hanno avuto il coraggio di opporsi al nazifascismo pagando in prima persona. Nel caso della famiglia Cervi il tributo di sangue fu altissimo, un’intera generazione sterminata.

Per Adelmo Cervi il libro è un viaggio a ritroso in quei tragici avvenimenti ma anche il ritrovare quel padre che perse quando aveva solo 4 mesi, e scoprire insieme all’uomo che combatteva la dittatura fascista anche la fatica del suo lavoro quotidiano, gli affetti, le speranze i sogni per futuro migliore e nella libertà.

“I miei sette padri” è anche un documentario che racconta la storia dei sette fratelli Cervi attraverso gli occhi di Adelmo e il suo rapporto con la memoria di un padre partigiano che non ha mai conosciuto: il suo lutto privato messo a disposizione della memoria pubblica e la sua personale ricerca di un ‘senso' e di un'appartenenza tra frammenti di terra e schegge di memoria, in un cortocircuito tra ricordi individuali e storia collettiva.

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