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Diari di una reporter di guerra

La giornalista Giuliana Sgrena protagonista della rassegna “Polesine incontri con l’autore”

Diari di una reporter di guerra

Una sala piena, un pubblico attento e partecipe e un’atmosfera densa di emozione e riflessione. Così si è svolto l’incontro con la giornalista e scrittrice Giuliana Sgrena, protagonista della rassegna provinciale “Polesine incontri con l’autore 2026”, promossa dalla Provincia di Rovigo in collaborazione con la fondazione Aida. L’appuntamento, ospitato nel teatro parrocchiale di piazza Marconi, ha registrato una grande affluenza, riempiendo completamente la sala.

Presenti anche il sindaco Fabiano Pigaiani, molti amministratori e la presidente della Pro loco Silvia Pellegrini, che hanno portato i saluti istituzionali e sottolineato l’importanza della cultura come strumento di crescita collettiva. A dialogare con l’autrice è stata la ficarolese Laura Cestari, moderatrice dell’incontro, che ha guidato con grande professionalità un confronto intenso e appassionato sul nuovo libro di Sgrena, “Me la sono andata a cercare. Diari di una reporter di guerra”.

Per quasi trent’anni inviata nei principali teatri di conflitto del mondo, dall’Algeria all’Iraq, dalla Somalia all’Afghanistan, dalla Siria all’Eritrea, Sgrena ha raccontato le contraddizioni, le violenze e le ingiustizie dei conflitti contemporanei. Nel volume ripercorre queste esperienze con lucidità, filtrate attraverso lo sguardo di chi ha sempre messo la ricerca della verità davanti a ogni pericolo. Durante l’incontro sono stati toccati temi cruciali come il ruolo delle donne nel giornalismo di guerra, spesso messo in discussione o ostacolato; le manipolazioni dei governi e i limiti del giornalismo embedded; gli abusi e i traffici oscuri che emergono dietro ogni conflitto e il ricordo di colleghe come Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, cadute mentre cercavano la verità.

Durante il pomeriggio, un inevitabile accenno anche al suo sequestro in Iraq e alla tragica morte di Nicola Calipari, l’agente che contribuì alla sua liberazione e rimase ucciso da un colpo sparato da un soldato americano mentre la stava riportando all’aeroporto di Baghdad. Un trauma che l’ha segnata nel profondo, aggravato dalle accuse, spesso provenienti da un ambiente giornalistico a predominanza maschile, di “essersela andata a cercare”. Da qui nasce il titolo del libro: un atto di orgoglio, resistenza e autodeterminazione. A pochi giorni dalla Giornata Internazionale della Donna, l’incontro ha assunto un valore simbolico ancora più forte, trasformandosi in un momento di riflessione collettiva sul ruolo femminile nel giornalismo, nella società e nelle zone di conflitto. Al termine della serata, la Pro loco ha donato un piccolo omaggio a tutte le donne presenti, gesto semplice ma dal forte significato, che ha chiuso l’incontro in un clima di partecipazione e vicinanza.

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