Cerca

l'evento

Stabat Mater nel nome di Chiara

L’evento artistico e spirituale è dedicato al ricordo di Chiara Moscardi. Novità nella parte musicale

Stabat Mater nel nome di Chiara

Torna lo Stabat mater di Fabula Saltica, nel ricordo di Chiara Moscardi. Evento artistico e spirituale di spessore organizzato dalla parrocchia di San Bartolomeo di Rovigo con Gruppo culturale e spiritualità. Domenica prossima alle 18, al tempio La Rotonda andrà in scena la coreografia di danza contemporanea “Stabat Mater” presentata dalla compagnia Fabula Saltica, nell’allestimento originale del debutto, del 2023. Al termine, un dialogo con la psicoterapeuta Ines Testoni, saggista, docente all’università di Padova e Dario Fortin, ricercatore in “Metodologie dell’educazione professionale” all’università di Trento.

L’evento è dedicato alla memoria della giovane psicologa rodigina Chiara Moscardi, la cui famiglia è molto nota nel mondo del rugby rossoblu, scomparsa in un incidente stradale nel 2024.

Lo Stabat Mater è una meditazione, attribuita a Jacopone da Todi, che dà voce alle sofferenze di Maria davanti alla crocifissione del figlio Gesù, ponendo l’arcana domanda su come possa una madre sopravvivere al dolore della morte di un figlio. Una riflessione che si collega al presente di tutte le guerre, alle violenze pubbliche e private, alla solitudine della sofferenza di tutte le madri. Da questo nucleo nasce una riflessione più ampia sul tema della condivisione del dolore e sulla sua progressiva rimozione nella società contemporanea, che tende a privatizzare e silenziare la sofferenza.

Con una progressione di quadri visivi e sonori, lo Stabat Mater di Fabula saltica con la coreografia di Claudio Ronda, pone l’attenzione sullo spirito di condivisione che serve a colmare il silenzio ed il vuoto che restano dopo la morte. “Il lamento dell’antichità era un rituale obbligatorio - spiega Claudio Ronda - che aveva una sua identità ritmica e musicale e questo dava una forma al dolore, lo delimitava, lo chiudeva in un tempo musicale, si trasformava in arte, in estetica comunitaria, impediva che portasse alla follia. Oggi - conclude il coreografo - nel dolore siamo soli; arranchiamo nel cercare forme di condivisione, non abbiamo un rituale di condivisione del dolore”.

Dal punto di vista musicale, questo Stabat rappresenta una novità assoluta poiché alle musiche originali di Giovan Battista Pergolesi vengono inseriti alcuni brani appositamente composti da Paola Magagnini che legano i diversi quadri coreografici.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400