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Perché la moda attraversa i secoli

Domani il docente Andrea Calesella sarà protagonista dell’incontro nell’edificio polivalente

Perché la moda attraversa i secoli

Siamo quello che indossiamo. Tutti ci vestiamo. Ma perché indossiamo questo o quel capo? Banalmente, perché il resto è in lavatrice o steso ad asciugare.

Ma, meno banalmente, perché quella mattina preferisco la camicia azzurra/turchese alla beige in riferimento - ad esempio – al fatto che fuori splende il sole e che quindi, con il blu, crea un contrasto particolarmente gradito. Sono alcune delle considerazioni, da cui parte l’analisi che, domani pomeriggio, a partire dalle 15, Andrea Calesella, docente di design, cultura, tecniche e storia della moda, terrà all’edificio polivalente di via Roma a Calto in un evento pubblico, organizzato dalla biblioteca comunale.

Il professor Calesella, autoctono, emigrò da Calto una ventina di anni orsono per affrontare l’esperienza universitaria, che lo portò a conseguire due titoli accademici, prima a Modena, quindi a Rimini. L’appuntamento di domani alle 15, intitolato “Moda costume stile - Come mi vesto oggi?”, prenderà origine da un excursus storico del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri per analizzare anche una ciclicità tipica della moda, di cui l’esempio più evidente potrebbe essere la minigonna, elemento caratterizzante gli anni sessanta-settanta, riaffacciatosi alla ribalta in avvio di millennio. L’abito è la nostra seconda pelle, quella che mostriamo agli altri: un assunto importante per spiegare tanti aspetti legati alla scelta di questo o quell’outfit, come si usa indicare oggi il vestire.

Ed il professor Calesella, che già a novembre aveva tenuto una lezione-docenza a Castelmassa all’università popolare in collaborazione con l’Auser di Rovigo, anticipa la diversità di questo secondo appuntamento altopolesano in un aspetto di maggior coinvolgimento del pubblico nella sua relazione, capovolgendo i ruoli, ovvero interpellando (nel senso meno “inquirente” della parola...), le persone presenti proprio a partire dall’abbigliamento, che indossano in quel momento e in quella circostanza.

Sarà interessante anche l’analisi del colore dei vestiti, che il docente-relatore spiegherà, tornando proprio al discorso, con cui abbiamo introdotto il tema. Il grande stilista non è soltanto colui, che disegna il capo pregiato, ma soprattutto una persona, capace di “leggere” l’anima delle persone, coglierne gli stati d’animo, in base ai quali “costruire” l’abito, renderlo a misura di interiorità, oltre che di esteriorità. Pensiamo soltanto alla preoccupazione, che ci coglie, in occasione di un determinato evento a cui dobbiamo partecipare, relativamente al fatidico interrogativo “Come mi devo vestire???” L’avvento del casual e del pret a porter ha modificato molte di queste concezioni o – forse – ne ha rappresentato una naturale evoluzione.

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