Cerca

crespino

“La memoria non si deve perdere”

Momento significativo della giornata per la Liberazione, la lettura di un brano di Matteotti

“La memoria non si deve perdere”

A Crespino il 25 aprile si conferma una data viva, capace di tradurre in gesti concreti i valori di libertà e democrazia. Due gli appuntamenti che hanno coinvolto la comunità.

La mattina, al parco delle scuole, si è svolta il tradizionale rito alzabandiera con la deposizione della corona al monumento ai caduti. Presenti il sindaco Angelo Malaspina con l’amministrazione comunale e consiglieri di minoranza, Protezione civile e associazione Lagunari e Bersaglieri. “Onoriamo chi ha scelto la pace e la libertà - ha dichiarato il primo cittadino - valori che devono diventare esercizio quotidiano. Celebrare il 25 aprile significa rifiutare l’indifferenza: per i giovani deve essere memoria e coscienza critica, impegno contro l’apatia sociale e politica, attenzione ai temi ambientali e civili. Anche il confronto, talvolta acceso, resta un modello di democrazia”.

In tarda mattinata, poi, nella sala consiliare, si è tenuto l’incontro “Libertà e diritti”, promosso da Politropia Arcigay Rovigo insieme a Cgil, Anpi provinciale e Circolo intercomunale Antonio Gramsci. Moderato da Nicola Pizzamiglio, presidente Arcigay Rovigo, l’evento ha intrecciato letture e testimonianze, seguito da un pranzo condiviso al bar Centrale.

“Resistenza è anche libertà di essere se stessi”, ha sottolineato Pizzamiglio che ringrazia l’amministrazione per l’accoglienza. Commovente il racconto di Giorgio Siviero, testimone della Resistenza ad Ariano Polesine. Giovanna Pineda, del circolo Gramsci, ha ricordato il ruolo delle donne nella Resistenza polesana: “Accanto a figure simbolo come Norma Cossetto, sarebbe giusto ricordare anche altre storie, come quella di Livia Bianchi, morta a 24 anni perché antifascista. Chiedo alla minoranza un impegno in questa direzione”.

Pineda ha inoltre richiamato alla memoria i sei internati, tra cui una bambina di due anni, oggi ricordati con le pietre d’inciampo. Massimo Finotti, capogruppo di minoranza, ha evidenziato il contributo decisivo della docente Stefania Polato, recentemente scomparsa, insieme allo storico locale Guido Ronconi, nella realizzazione delle pietre. Momento significativo è stata la lettura di un brano tratto da “Un anno di dominazione fascista” di Giacomo Matteotti, proposto da Giacomo Gasparetto della Cgil.

In chiusura, un approfondimento sul confino alle Tremiti, in particolare sull’isola di San Domino, dove furono relegati omosessuali e persone trans: una pagina ancora poco riconosciuta, segnata dall’assenza di risarcimenti e dalla scarsità di testimonianze, tra cui quella di Lucy Salani. Dal pubblico, infine, una testimonianza personale: il racconto di un padre battezzato proprio il giorno della Liberazione del 1945. “Il timore - ha detto la figlia - è che, senza più testimoni diretti, questo sentimento possa affievolirsi”. Un monito che ha chiuso una giornata intensa, tra memoria e responsabilità.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400