VOCE
CORONAVIRUS IN POLESINE
21.05.2020 - 13:06
Il responsabile del Covid Hospital Gian Luca Casoni
ROVIGO - Il virus è stato battuto, nel senso che lo si è tolto per quanto possibile dalle strade, si sono ridotte al massimo le fonti di contagio, ma non è scomparso: si apre una fase nella quale sarà necessario convivere con questo. Un concetto che è stato ribadito varie volte dal direttore generale dell'Ulss 5, che, nella giornata di giovedì 21 maggio, ha voluto farlo ribadire anche da chi ha vissuto in prima persona la tragedia dell'emergenza sanitaria, vivendo la realtà dei reparti di Terapia intensiva: Gian Luca Casoni, medico, primario di Pneumologia e responsabile del Covid Hospital di Trecenta.
"Non dobbiamo vanificare gli sforzi fatti sino ad ora - ha esordito Casoni - Il virus circola ancora. Questo è un virus che viene trasmesso per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva. Significa che ogni asintomatico può trasmetterlo, sia tossendo che solo parlando. E' per questo che si devono evitare assembramenti e mantenere il distanziamento sociale".
"Mettere una semplice mascherina è estremamente importante, perché blocca le goccioline di saliva nelle quali si trova il virus - ha proseguito il responsabile del Covid Hospital - Se pensiamo all'epidemia di Spagnola del 1918 e a quella dell'ebola del 2014, hanno lo stesso RO, ma un andamento differente e modalità di contagio molto differenti. Questo significa che anche ora che abbiamo raggiunto un R0 soddisfacente, non significa che il pericolo sia finito".
Il concetto espresso da Casoni è chiaro: in letteratura esistono esempi di un singolo asintomatico che ha contagiato anche 100 persone. "E' questo il motivo per cui si debbono evitare gli assembramenti".
"Ci sono studi che indicano possibilità di contagio sino a 4 metri - ha prosegui Casoni - Questo non significa che dobbiamo stare a quattro metri, perché si tratta di casi particolari, ma che è sempre meglio evitare assembramenti, ed usare la mascherina, che abbatte drasticamente le possibilità di contagio".
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