VOCE
ADRIA
02.01.2021 - 15:15
Cristiano Maria Pavarin
ADRIA - "Imbarazzante, non vengono altri aggettivi, per cercare di riassumere quanto sta avvenendo attorno alla Csa di Adria. Leggendo i commenti su Facebook, scatenati da illazioni, se non addirittura attraverso precise accuse rivolte alla struttura di Adria, diventa davvero molto complicato rassicurare i lavoratori dipendenti della Rsa adriese, dipendenti che di certo non si attendono medaglie o di essere riconosciuti come degli eroi, ma che vorrebbero, per quanto possibile, lavorare in un clima generale se non proprio sereno, certamente meno ostile nei loro confronti", così interviene Cristiano Pavarin, per la Uil fpl.
"Assolutamente comprensibili le preoccupazioni dei familiari che andrebbero inserite in un contesto certamente più allargato, considerato come il covid, così come in molte altre strutture anche nel nostro territorio, sta mettendo in seria difficoltà il sistema socio-sanitario territoriale, di fatto già in carenza cronica per effetto degli standard di assistenza regionale e la carenza di finanziamenti economici determinata dalla mancanza di impegnative. Un sistema che vuole le Rsa gestite come reparti ospedalieri, ma senza l implementazione della gestione sanitaria, con carenza di operatori e con ricadute pesanti per gli Oss e gli infermier che, malgrado tutto, con grande competenza e umanità si stanno sobbarcando le fatiche di un sistema che sta pesando quasi esclusivamente sul loro operato gravato dei maggiori carichi dovuti al Covid. Gente che rischia quotidianamente di infettarsi così come rischia di infettare i propri cari, ma garantirsce la continuità di un servizio fondamentale per la nostra società. Tutto reso più difficile da una struttura/edificio che la politica adriese dopo anni di discussione, non ha ancora saputo ristrutturare rendendo in questa fase più complicato l'adeguamento ai protocolli e procedure di prevenzione e protezione".
"Questo continuare a gettare fango in modo strumentale verso il Csa di Adria diventa, pur se in modo indiretto, un elemento di forte disagio per chi si sta facendo letteralmente in quattro per dare continuità assistenziale agli ospiti, obiettivo, questo, che dovrebbe essere condiviso a 360 gradi da chiunque svolga ruoli politico-istituzionali. Invitiamo quindi la forze politiche e pure i familiari a fare uno sforzo comune per cercare di dare un contributo in termini collaborativi e far sentire la vicinanza a chi si sta prodigando per i nostri anziani, coinvolgendo le istituzioni competenti alla ricerca di soluzioni pratiche che possano evitare il tracollo di un sistema già in crisi".
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