VOCE
REGIONE DEL VENETO
12.08.2021 - 16:30
VENETO - La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin, ha approvato la delibera con la quale vengono fissati i criteri per la presentazione delle progettualità riguardanti gli empori della solidarietà operanti sul territorio regionale, mettendo a disposizione fondi per un valore complessivo di 900.000 euro che potranno essere assegnati per il periodo di attività che avrà inizio dal 1 settembre prossimo. “Già dal 2011, con una specifica legge regionale si è inteso valorizzare promuovere la redistribuzione delle eccedenze alimentari come uno degli interventi per combattere la povertà e il disagio sociale – sottolinea l’assessore Lanzarin -. Di seguito, con apposito programma è stata prevista la realizzazione degli Empori della Solidarietà, gestiti dagli Enti del Terzo settore, dove le persone in difficoltà possono reperire beni di prima necessità, anche con progetti personalizzati. A tutt’oggi, in tutta la regione ne esistono 26, distribuiti in 21 ambiti territoriali, segno evidente del sempre maggiore interesse che viene posto nei confronti delle tematiche legate allo spreco alimentare, al lavoro di rete e di welfare generativo. Negli ultimi tre anni, gli empori sono stati sostenuti dalla regione con finanziamenti per un totale di quasi 2.400.000 euro”.
I 26 empori sono dislocati in 6 province (10 a Verona, 6 a Venezia, 4 a Treviso, 2 a Vicenza, 2 a Rovigo, 2 a Padova). A fine 2020 sono stati quasi più di 1.000 i partenariati attivati e più di 67.506 quintali di eccedenze raccolte dagli Empori regionali, costituendo dei punti di riferimento per le famiglie che potranno accedere a beni alimentari e beni di prima necessità senza oneri. La distribuzione degli empori, prevista in 26 ambiti territoriali, vede scoperte le seguenti zone: Belluno, Feltre, Bassano del Grappa, Arzignano, Padova.
“A causa dell'aumentata richiesta di aiuto da parte delle famiglie come conseguenza degli effetti della pandemia, si prevede l'allargamento della rete dell’offerta – prosegue l’Assessore -. Dalle rilevazioni risulta un aumento degli accesi al servizio dall’inizio della pandemia con un valore di +27% rispetto ai mesi precedenti. I dati dell’ISTAT, poi, segnalano un peggioramento della situazione economica delle famiglie, con un aggravamento in particolare a nord dove, nel 2020, è segnalato un incremento dello stato di povertà assoluta pari a +7,6%, a fronte del 5,8% del 2019. I soggetti maggiormente esposti al fenomeno sono le famiglie più numerose, quelle con più figli minori, quelle di stranieri o con almeno un componente straniero, i nuclei che pagano un affitto e, in misura minore, quelli che hanno un mutuo da pagare”.
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