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La musica adriese risuona all’Expo di Dubai

Eseguito il brano “Capriccio” del maestro e compositore Tiziano Bedetti. Esibizione superlativa della violoncellista Yevgenia Boginskaya.

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ADRIA - Si chiude un anno a dir poco straordinario per il maestro e compositore di musica Tiziano Bedetti. Il 2021 ha rappresentato una vera e propria consacrazione internazionale per il docente del conservatorio Buzzolla. L’ultima grande soddisfazione è arrivata nel Millennium amphitheater di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove è stato eseguito il suo brano “Capriccio” per violoncello solo nell’ambito delle manifestazioni dell’Expo 2020. Il brano è stato

interpretato in maniera superlativa dalla violoncellista russa Yevgenia Boginskaya, classe 1991, nata e cresciuta in una famiglia di musicisti a Chilik, regione di Alma-Ata in Kazakistan. Già all'età di 6 anni, ha iniziato a imparare a suonare il violoncello al Republican secondary specialized boarding school of music intitolato a Bayseitova e dal 2007 studia alla Rachmaninov Kaliningrad regional college of music, poi al conservatorio statale Tchaikovsky di Mosca. L’esecuzione a Dubai è stata salutata da lunghi e calorosi applausi.

La composizione è stata commissionata al maestro adriese per il festival “Exodus” da Luca Paccagnella ed è stata eseguita anche in Russia al museo Rachmaninov nel gennaio 2020.

Il nome “Capriccio” si ispira alla tradizione della letteratura musicale per indicare una composizione di carattere virtuosistico: si tratta di un pezzo della durata di circa otto minuti scritto in una forma abbastanza libera comprendente un’introduzione, alcuni elementi tematici e lo svolgersi di variazioni in cui sono presenti anche elementi tratti dal rock e dalla ritmica della disco music.

“Il carattere del brano - spiega Bedetti - è evocativo e può far pensare anche a suggestioni di paesaggi lontani e alle vicissitudini di antiche genti, ma i ritmi incalzanti portano alle suggestioni del nostro tempo, che sempre più riduce le distanze di spazio, ma nello stesso tempo alimenta il desiderio di andare oltre, di tuffarsi in spazi infiniti quasi a voler soddisfare una sete insaziabile di evasione”.

E allora quelle note risuonate nell’avveniristica Dubai circondata dagli spazi infiniti del deserto hanno espresso quel desiderio di evasione che alimenta l’inquietudine dell’uomo e della donna contemporanei.

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