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Rsa, la sfida primaria dei prossimi decenni

Il sindaco Raito: "Queste strutture non sono da considerarsi parcheggi per anziani ma luoghi di una rinnovata socialità"

Rsa, la sfida primaria dei prossimi decenni

POLESELLA - Il convegno “Next generation anziani” svoltosi sotto l’egida di Ali Veneto sabato scorso a Polesella, ha rappresentato un primo momento estremamente serio di riflessione sul sistema della residenzialità per anziani in Veneto e in Polesine. "Devo dire che i temi emersi sono molti - esordisce il primo cittadino Leonardo Raito - e tali da aprire un’ampia riflessione anche nel mondo delle amministrazioni locali in vista di un sempre maggiore invecchiamento della popolazione che rappresenterà l’elemento sociale di massima attenzione nei prossimi decenni".

"Il quadro che è emerso dagli interventi - prosegue - non è stato del tutto confortante e se dovessimo rispondere a una delle domande con cui avevo introdotto la giornata, ovvero 'siamo pronti per le sfide del futuro?' devo dire che la risposta non può essere positiva. Uno dei problemi su cui sono concentrate le maggiori preoccupazioni riguarda il numero degli operatori e dei professionisti sanitari: troppo pochi quelli attualmente presenti e, in prospettiva, il divario tra domanda e offerta amplierà ancora di più la forbice e in modo drammatico. Il sistema di istruzione e formazione dovrebbe prevedere con chiarezza la domanda del prossimo ventennio - precisa - e mettere in campo i giusti contrappesi individuando nuovi percorsi di studio e di formazione specializzante. Non di meno, vanno posti in evidenza i trattamenti economici del personale, anche per prevenire una fuga dalle Rsa verso ospedali e altre attività".

E aggiunge poi: "Sul tema delle strutture (fabbricati, in senso fisico), risulta indispensabile garantire un livello di investimenti che, al momento, premia di più le strutture private che quelle pubbliche, favorendo sinergie e costruendo spazi in grado di garantire anche percorsi terapeutici ed esperienziali nuovi e sempre più richiesti. Le Rsa non vanno considerate come parcheggi per anziani sul viale del tramonto, ma luoghi per una rinnovata socialità, la cui guida, e conseguente cura degli ospiti, va affidata anche a un rinnovato umanesimo che ponga al centro le persone più che i numeri e i pur necessari equilibri di bilancio. Interventi, che possono essere finanziati anche con il PNRR non sono più rinviabili, vanno realizzati spazi accoglienti, in grado di salvaguardare la privacy e l’individualità degli ospiti, favorendo l’interazione con la rete relazionale famigliare, con il volontariato, con i portatori di nuove esperienze e nuovi progetti capaci di restituire dignità e interessi agli anziani ospiti".

"In tutto questo, il sistema della qualità, insieme a quello della ricerca specialistica in ambito sociologico, psicologico e medico terapeutico, potranno prevenire i fenomeni degenerativi che sono il rischio primario dei prossimi anni. C’è quindi molto lavoro da fare, anche se esistono esperienze, in Italia e in Europa, da cui attingere linfa per rinnovare un sistema che, nonostante tutto, sta cercando di fare con impegno la propria parte, anche se tra le mille difficoltà che anche la pandemia ha acuito", conclude il sindaco di Polesella. 

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