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ROVIGO

Bullismo, come combatterlo? La risposta dei rodigini

"Educhiamo i nostri ragazzi", "Fondamentale la prevenzione, in famiglia e nelle scuole".

ROVIGO - Il problema bullismo purtroppo è ancora ben presente a pochi passi da casa nostra: in questi giorni una mamma ha denunciato atti di bullismo nei confronti del proprio figlio di 14 anni in città. Si tratta di una piaga sociale che non diminuisce e ancora tanto si deve fare per prevenire questo drammatico fenomeno che può portare anche a conseguenze gravi.

La maggior parte dei rodigini ritiene che sia fondamentale la prevenzione e, soprattutto, che essa non soltanto debba partire dalle scuole frequentate dai ragazzi, ma deve coinvolgere anche i genitori che devono essere i primi interessati a comprendere i comportamenti dei propri figli.

Dice, in proposito, Cristian: “Io sono genitori di due bimbi piccoli ed è chiaro che la preoccupazione c’è. Sono fenomeni che purtroppo toccano tante famiglie e bisogna porre un rimedio a queste situazioni. Spero che le famiglie coinvolte possano avere giustizia e spero anche che si inizi a parlare sempre più di questo tema per far rendere conto tutti, genitori compresi, della gravità del problema ancora molto presente”.

Elena aggiunge: “È fuor di dubbio che il problema del bullismo è ancora dilagante e tocca tante persone. Io, come genitore, ritengo che in primis dobbiamo essere noi come educatori a capire il comportamento dei nostri ragazzi e dobbiamo anche farli ragionare su eventuali sbagli o comportamenti non consoni. Poi la parola chiave è sempre prevenire: negli istituti scolastici, coinvolgendo appunto i genitori, serve parlare sempre più del tema, organizzare incontri e dibattiti per non perdere la luce sul bullismo”.

Anche Elena è dello stesso parere: “La prevenzione è fondamentale e deve partire dalle scuole, penso soprattutto a quelle fasce d’età più fragili come quelle della preadolescenza, ma non solo. È un problema, purtroppo, ancora molto attuale e bisogna che ci sia una collaborazione da parte di tutta la comunità educante affinché questi problemi trovino prima o poi una soluzione efficace”.

A concludere è Caterina che dice: “Anche per il futuro il problema del bullismo spaventa, perciò serve parlarne, dare strumenti validi per contrastarlo, agire a partire dalla scuola coinvolgendo quanti devono essere presenti per la crescita di un giovane studente”.

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