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Tragedia di Ponte Trapella<br/>inchiesta archiviata

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La Bmw finita nel canale a Massenzatica

Morirono in quattro, annegati dentro l'auto finita nel canale, sfondando il parapetto di un ponticello. Uno di loro era polesano.
Per la loro morte, però, non ci sono responsabilità degli ex amministratori di Provincia di Ferrara e Comune di Mesola: l'inchiesta per la tragedia di Ponte Trapella, a Massenzatica, nel Ferrarese, è stata archiviata dal gip Piera Tassoni, che ha sciolto la riserva alla richiesta di opposizione, avanzata dal legale di alcuni familiari delle vittime, all'archiviazione presentata dalla procura, e depositato il decreto con cui vengono prosciolti i sei indagati. Si tratta dell’ex presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, l’ex assessore ai lavori pubblici dell'ente, Davide Nardini, l’ex ingegnere capo dell'ufficio tecnico, Mauro Monti, l’ex sindaco di Mesola Lorenzo Marchesini, l’ex vicesindaco Dario Zucconelli e il tecnico, sempre del Comune di Mesola, Fabio Zanardi.
Nell'incidente del 18 marzo del 2014 persero la vita il comacchiese 29enne Matteo Carli che si trovava alla guida dell'auto, due ragazze, Nicoleta Carunto, 20enne, e Liliana Dragnescu, 31enne, romene, nonchè il polesano Stefano Bertaglia, 30enne di Ariano Polesine.





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