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Maresciallo vendeva armi in caserma <br/> condannato a due anni di reclusione

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LOREO - Si è conclusa con una condanna a due anni e due mesi per peculato la vicenda che ha coinvolto un maresciallo dei Carabinieri, Giancarlo Falletti, che dal 1997 al 2007 è stato al comando della stazione di Loreo, ma che proprio in seguito all’accusa di peculato è stato sospeso.

L’ex maresciallo era accusato di aver venduto per poche centinaia di euro due pistole e un fucile che erano stati consegnati alla stazione di Loreo da privati cittadini per portarli al macero.

Ieri, davanti al collegio composto dal presidente Adalgisa Fraccon e dai due giudici a latere Silvia Varotto e Laura Contini, il comandante Davide Onofrio Papasodaro per la seconda volta ha raccontato dell’indagine interna avviata nel momento in cui un militare della stazione subodorò che nella ricezione delle armi da distruggere, Falletti non eseguiva tutto a dovere.

In un caso una vedova aveva consegnato alla stazione una carabina ad aria compressa e due pistole, una semiautomatica e una pistola di vecchia produzione. A verbale era stato scritto che le armi sarebbero state rottamate, ma Faletti le cedette a un ex agente della polizia nautica di Porto Tolle, Andrea Bortoloni, per un centinaio di euro. Anche quest’ultimo ha testimoniato ieri, insieme alla vedova, come avveniva lo scambio.

Durante la requisitoria il pm Monica Bombana ha chiesto la condanna a cinque anni di reclusione, mentre l’avvocato Gianluca Masiero del foro di Rovigo ha puntato all’assoluzione

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