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Il Delta secondo Antonio Sturla <br/> nei suoi cortometraggi del dopoguerra

Porto Tolle

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PORTO TOLLE – Sipario chiuso per l’ottava rassegna “Delta d’autore”.
La serata conclusiva si è svolta lo scorso venerdì a Porto Tolle con un appuntamento dedicato ai documentari degli anni ’50 e al ricordo di Antonio Sturla, l’uomo a cui si deve gran parte della fortunata stagione di cortometraggi ed opere di documentazione filmica che hanno gettato uno squarcio sul Delta padano del dopoguerra.

In ricordo della sua figura è intervenuto il figlio Paolo, produttore e regista. Antonio Sturla, durante la Prima guerra mondiale, dopo un periodo iniziale in trincea sul Carso, venne assegnato al servizio cinematografico dello stato maggiore e sul fronte francese ed italiano.

A lui si devono numerosi filmati di azioni rischiose ed eccezionali fra cui la presa di Verduna e del Forte Petit-Toura. L’esperienza acquisita nei tanti reportage gli fece anteporre l’attualità giornalistica, cosa più unica che rara, ed i documentari ai film.

Tra i numerosi riconoscimenti professionali da lui ottenuti il “Nastro d’Argento” assegnato nel 1950 al documentario “Alluvione” come migliore fotografia.
Peraltro Sturla ha collaborato con i più grandi registi cinematografici del Novecento, da Luchino Visconti a Mario Soldati, oltre ai suoi conterranei ferraresi Adolfo Baruffi, Michelangelo Antonioni, Florestano Vancini e Renzo Ragazzi.

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione culturale Magnacharta in collaborazione con Avis, Albergo Italia, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Assessorato alla Cultura del Comune di Porto Tolle.

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