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80 euro, ecco il prezzo pagato per uccidere mamma e papà

Orrore nel Delta

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12/01/2017 - 23:56

Ottanta euro di acconto su un totale di mille, da “saldare” a lavoro fatto.

E' questo il prezzo della vita di due persone; il costo pattuito tra il figlio e l’amico per ammazzare a colpi di ascia i genitori. E' l'ultimo, atroce dettaglio che fa da cornice al quadro sempre più inquietante che esce dalle indagini sul duplice omicidio di Pontelangorino, nel ferrarese, a due passi dal confine con il Delta polesano.



Man mano che i risvolti emersi dalle confessioni di Riccardo, il figlio sedicenne di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, e del suo amico di un anno più vecchio – sottoposti a fermo di polizia e detenuti a Bologna – vengono confermati dai riscontri degli inquirenti, il delitto di via Fronte Primo Tronco diventa una storia da incubo.

I sacchetti stretti con il nastro adesivo attorno al collo delle due vittime, ad esempio, dovevano svolgere una duplice funzione. Inscenare una immobilizzazione da parte di ipotetici rapinatori e arginare il sangue che colava dalle ferite inferte ai due con un'ascia: sei colpi sulla testa della 45enne Nunzia Di Gianni e tre sul cranio del 60enne Salvatore Vincelli. Colpi inferti tra le 3 e le 5 di mattina.


Insomma: “C’è stato un accordo per uccidere”, fa sapere il procuratore capo di Ferrara confermando la premeditazione del duplice omicidio.

A maneggiare l'ascia, comunque, sarebbe stata una sola persona. Ma l'altro era lì, e ha aiutato il complice a spostare i cadaveri fino al tentativo - andato a vuoto - di occultarli.

Un particolare che rende ancora tutto più inquietanti, anche dopo avere confessato, nessuno dei due ha dato segno di pentimento. Nessun pianto, nessuna frase neppure di circostanza per un delitto ancora senza un perché. “Il movente non è ancora stato individuato – ammette il procuratore Cherchi -, anche se parlare di movente in una vicenda di questo tipo pare assurdo”. Dissidi in famiglia, problemi scolastici. Forse anche un movente economico, anche se la famiglia non navigava nell'oro. Sulla porta del loro locale, “La Greppia”, lungo la statale Romea, a San Giuseppe di Comacchio, il locale un cartello: “Chiuso per ferie fino al 1° febbraio 2017”.

Il paese è sgomento. Il parroco don Marco Polmonari sta organizzando per sabato sera una fiaccolata con partenza dalla casa della tragedia per arrivare fino alla chiesa.

Servizio sulla Voce in edicola venerdì 13 gennaio

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