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CORONAVIRUS IN VENETO

Curarsi col plasma: partono i prelievi ai Veneti guariti

Saranno contattati dalle singole Ulss, non tutti potranno donare

Coronavirus: "Tra una settimana, prima trasfusione di plasma immunizzato"

"Noi stiamo preparando il piano d'azione per la possibile, ma non certa, ripresa dell'infezione in autunno - ha spiegato il presidente della Regione Luca Zaia, nel consueto appuntamento di aggiornamento con i Veneti - che comprende anche la costituzione della banca del plasma". Ossia, la raccolta di plasma dei guariti, nel quale siano presenti anticorpi al coronavirus che possano essere utilizzati come cura.

Un concetto diverso, importante precisarlo, da quello di vaccino: questo, infatti, rappresenta una immunizzazione, la plasmaferesi, invece, pratica esistente da ben prima del coronavirus, una cura per quanti abbiano già contratto la patologia. "Noi dobbiamo agire - ha detto Zaia - Se, ad ottobre, dovesse emergere che la cura del plasma funziona, non potremmo farci trovare senza le dotazioni di plasma, ovviamente".

"I cittadini guariti che vorrebbero donare plasma non si preoccupino a chiamare: saremo noi a contattarvi, verrà fatto un prelievo del sangue preventivo, sarà valutato il titolo anticorpale: difficilmente, quindi, gli asintomatici potranno donare plasma efficace". Saranno, quindi, le Ulss a contattare i Veneti guariti, tenendo presente, comunque, che non tutti i guariti potranno donare.

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