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CORONAVIRUS IN VENETO

"In fabbrica a un metro, in spiaggia a 5. Una follia, uccidono il turismo"

La dura presa di posizione del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia

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Il presidenrte della Regione del Veneto Luca Zaia

Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia parlato, nel consueto appuntamento con i Veneti, delle linee guida nazionali sulle riaperture, criticatissime, per le distanze sociali e per le limitazioni che impongono, ritenute insostenibili da numerosi esercenti.

In particolare per quanto riguarda bar, ristoranti e anche per le spiagge. "Sulle spiagge si parla di distanze da 5 metri di ombrellone e ombrellone - ha spiegato - io credo che le Regioni che hanno individuato proprie linee guida, alternative rispetto a quelle di Inail, debbano applicare le prime. Non ha senso che i lavoratori possano lavorare in fabbrica a un metro e che in spiaggia si debba stare distanti 5 metri. Non ha senso. Pensate che negli accordi con i sindacati si dice, appunto, che in fabbrica, a una distanza di oltre un metro, si può non mettere la mascherina".

"Stiamo lavorando - ha proseguito il presidente della Regione - per fare in modo che le linee Inail, citate dal governo, diventino unicamente una alternativa per quelle Regioni che non hanno elaborato delle proprie linee guida. Noi le abbiamo fatte dalla nostra sanità. La situazione è tranquillamente affrontabile, con buon senso".

"Il Veneto ha già perso 50mila posti di lavoro, 35mila dei quali nel Turismo - ha proseguito Zaia - noi dobbiamo riaprire. E' possibile farlo in sicurezza. Poi, ovviamente, i Veneti debbono stare attenti, utilizzando le mascherine".

"Sugli ombrelloni, per esempio - ha spiegato il presidente della Regione - le nostre valutazioni sono che tre metri di distanza siano più che sufficienti per garantire una piena sicurezza. Noi abbiamo lavorato alle nostre linee guida, come la Regione virtuosa che siamo, quindi credo che dobbiamo essere premiati per questo. Ripeto: queste linee guida sono state costruite da esperti del mondo della sanità, non le ha 'inventate' il presidente della Regione".

La trattativa, insomma, è in pieno svolgimento. Si è in attesa di un Dpcm, che verosimilmente dovrebbe arrivare entro il 18, nel quale il Governo dovrebbe indicare come avverranno le riaperture e quali linee seguire. La partita, quindi, si gioca sulle linee guida che saranno da applicare. "Se si dovranno applicare quelle nazionali di Inail sarà la rovina", ha detto senza mezzi termini il presidente della Regione.

Il fatto che il Governo abbia dato autonomia alle Regioni sulle riaperture, però, non significa al contempo, perlomeno ora, che siano queste a potere decidere in autonomia le linee guida da applicare per la sicurezza e per il distanziamento sociale. 

Infine, un passaggio anche sui ristoranti. "Anche in questo caso - ha detto Zaia - la nostra visione è chiara: tavoli a due metri di distanza, misura della temperatura obbligatoria all'ingresso, niente divisori in plexiglass, mascherina da indossare unicamente per andare in bagno. Queste sono le nostre linee guida, preparate da persona esperto e competente. Riteniamo siano assolutamente sufficienti".

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commenti 2
  • Max Pax

    14 Maggio 2020 - 08:08

    Concordo in pieno con il presidente Zaia, molto spesso cadiamo nei controsensi. Ok distanziamento degli ombrelloni, che in un clima di normalità, 2 metri sono comunque comodi... Ma quando vai in acqua? Ci sono droni che controllano il distanziamento? E poi, se vai con una comitiva di amici, con i quali, da quando sarà possibile vederli, sì creeranno situazioni di non distanziamento... Ma al mare però verrà creato. È tutto relativo... Io penso che alla fine della giostra, quando si incomincerà ad entrare nel penale, perché ci si arriverà, qualcuno dirà in sua difesa... Ma io ho fatto tutto il possibile per non fare contagiare le persone... Io rimango con Zaia, lo ammiro per tutto il lavoro che ha svolto, con il suo prezioso staff e per chi ha solo critiche nei suoi confronti, dico... Prego, accomodati, fammi vedere da genio cosa sai fare a 360 gradi per questa crisi sanitaria/economica.

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  • adriano tolomio

    14 Maggio 2020 - 14:02

    Ohhh il virus, state a casa....il covid-19 è altamente contagioso ma è meno mortale di una normale influenza, certo che se si mettono i malati terminali nei respiratori forzati, succede che 9 su 10 muoiono, per forza, hanno sbagliato cura! Per fortuna che ci avevano detto che eravamo al sicuro e che in ogni caso eravamo pronti a tutto...30.000 morti e nessuno si dimette per gli errori!

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