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CORONAVIRUS IN VENETO

Lettera al presidente Zaia: "Facci tornare a vedere i nostri cari nelle case di riposo"

La lettera di una rodigina inviata al Presidente Luca Zaia a nome dei familiari degli anziani nelle case di riposo

"Gli anziani nelle case di riposo necessitano del massimo livello di attenzione"

Egregio Presidente della regione del Veneto Luca Zaia, sono Fabiola Tomasi di Rovigo con la presente vorrei porle all'attenzione un tema caro a molte famiglie con congiunti ospiti presso le Rsa del territorio.Come ben noto, da fine marzo, cioè da più di cinquanta giorni sono state vietate le visite dei parenti agli ospiti delle case di riposo al fine di evitare possibili contagi dal Coronavirus. Con la  riapertura di alcune attività nella cosiddetta fase 2 , saranno praticamente due mesi che non abbiamo contatti diretti con i nostri cari, se non una breve videochiamata di qualche minuto e solo nei giorni feriali per cui diventa difficile conciliare esigenze lavorative proprie  con la necessità di comunicare con il proprio caro .Anche perchè la capacità di pochi operatori di gestire le videochiamate ,per noi essenziali, stà diventando sempre più difficile e pesante tanto da non riuscire più ad avere una continuità costante. In alcuni casi più gravi, gli ospiti delle Rsa non sono in grado di parlare ed hanno difficoltà ad alimentarsi, per cui l'assistenza di un famigliare è determinante per il loro equilibrio fisico oltre che psicologico.

In questi giorni si parla spesso della graduale ripresa delle attività economiche e del movimento delle persone in quella che viene definita fase 2. . Non sono ancora state comunicate invece le intenzioni generali ed eventuali programmi per il graduale ripristino delle visite agli ospiti delle case di riposo.

È chiaro che il principio dell'isolamento è stato giustamente imposto nell'esclusivo interesse della salute degli anziani ospiti della Rsa per la loro fragilità. Purtroppo in un periodo cosi prolungato, gli effetti collaterali rischiano di essere più dannosi sugli ospiti del rischio di contrarre il virus stesso. Raggiungere un ragionevole compromesso tra queste due esigenze in questo momento sembra la strada ottimale. Ad esempio, si potrebbero introdurre visite basate su alcuni requisiti:

1-accesso limitato ad un solo familiare
2-il familiare dovrebbe essere dotato di materiale protettivo (guanti, mascherina, eccetera)
3-la visita venga limitata ad un tempo massimo di permanenza
4-durante la visita ci sia il divieto di accedere a locali comuni.
Abbiamo perso moltissimi dei nostri cari nelle case di riposo a causa della pandemia di coronavirus(non è il caso di Rovigo) .Con la dovuta responsabilità e cautela, credo sia molto importante fare in modo che gli anziani vengano gradualmente restituiti alle loro famiglie. Ringrazio per l'attenzione e spero che questa lettera serva ad aprire il dibattito su questa importante problematica e a trovare soluzioni concrete da attivare quanto prima possibile.

Cordialmente 
Fabiola Tomasi

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