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La vicenda

Casa d'appuntamenti cinese con clienti da tutto il Veneto

Prostituzione cinese ai tempi del covid.

La prostituta prende i soldi e scappa, e lui si inventa una rapina

Foto d'archivio

I carabinieri della compagnia di Mestre hanno di fatto smantellato l’attività di una casa d’appuntamenti, arrestando e denunciando in stato di libertà rispettivamente due cittadini cinesi, per sfruttamento della prostituzione commesso nei confronti di un gruppo di giovani donne loro connazionali.

Come scrive la Nuova di Venezia eMestre gli investigatori hanno accertato che nel pieno “lockdown” nel corso di una giornata si arrivava a oltre 25 clienti, cifra che è poi cresciuta inesorabilmente con la maggiore possibilità di spostamento anche da altre province.

All’interno della casa di appuntamento le giovani prostitute cinesi venivano costrette quotidianamente ad una vita di sfruttamento e rapporti sessuali con tantissimi clienti, dai ragazzini agli anziani e di tutte le estrazioni sociali. Sono state proprio le tracce sui social a indicare ai carabinieri i dettagli e i luogo degli appuntamenti.

Le indagini svolte dai carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Venezia, hanno quindi consentito di arrestare una donna accusata di avere un ruolo chiave. 
 

 

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