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LOREO

La comunità protesta: "L'arrivo dei profughi? Un male per tutti"

A guidare la manifestazione, l'ex senatore Bartolomeo Amidei

Tre grandi e due piccoli: erano gli striscioni posizionati davanti al cancello del residence "Piccola Venezia" in via Retinella a Loreo. Le scritte in evidenza erano: "La legge non tutela i diritti di noi italiani"; "I cittadini italiani sono abbandonati alla disperazione"; "Responsabilità e chiarezza. E non scaricabarili"; "Gli italiani pagano e il governo se ne frega"; "Io sono italiano ma lo stato mi ignora".


Davanti agli striscioni, Bartolomeo Amidei, titolare del residence "Villa Anconetta", e il sindaco di Loreo Moreno Gasparini; sullo sfondo, due grandi bandiere tricolore. La manifestazione, con tutte le forze dell’ordine presenti, per vigilare sul suo svolgimento, coordinate dal dirigente dei commissariati di Adria e Porto Tolle della polizia, il commissario capo Giuseppe Di Majo, è stata fatta perché il residence turistico Villa Anconetta confina con la struttura Piccola Venezia, dove in questi giorni sono arrivati 50 profughi, già piuttosto avanti nel cammino per l’esame della loro richiesta del riconoscimento dello status di rifugiati. Amidei ha ricordato di essere stato 10 anni sindaco di Loreo e senatore della Repubblica e che è anche un imprenditore.

"Siamo qui a difendere i diritti dei cittadini – ha detto – l’arrivo degli immigrati danneggia la mia attività, le famiglie che abitano qui vicino, e gli stessi immigrati. Se il prefetto non c’entra e se il sindaco non c’entra, allora di chi è la responsabilità? E’ la legge che è sbagliata? Come l’aveva cambiata Salvini nella sua legislatura, la dovrebbe cambiare anche questo governo".
Ha ricordato che sono due strutture inserite nell’elenco delle Ville Venete e che i profughi nelle strutture dove si trovavano prima di essere portati a Loreo, erano già ben inseriti e che alcuni di loro lavoravano. Per cui sono stati danneggiati da questo spostamento, ha ribadito, perché hanno anche perso il lavoro, oltre che i propri contatti.

"Qui rappresento quegli gli imprenditori che investono i loro soldi, la loro vita, e aspettative per cercare di creare un’attività – ha detto - Dal 2015 al 2018 c’erano già stati i migranti e la mia attività turistica aveva già subito dei danni. Addirittura i turisti arrivavano e, vedendo la situazione, se ne andavano. Nelle recensioni, una coppia di marocchini francesi che ha soggiornato qui ha detto ‘non si può fare turismo vicino a un centro di accoglienza profughi".

Poi, ha preso la parola il sindaco Moreno Gasparini dicendo che la legge impone delle regole e poi ci lascia da soli. "I profughi sono stati presi da cinque, sei strutture del Polesine e sono stati portati qui – ha detto - Il sindaco deve agire per la comunità. L’altra sera dopo la riunione con il prefetto ho detto che vi è un impatto sociale enorme e noi lo avevamo già vissuto. Loreo aveva già mostrato la sua tolleranza dal 2015 al 2018. Poi, ora, in questa situazione, la cooperativa guadagna 24,5 euro invece di 18 euro per ogni profugo al giorno. Questa cooperativa è stata l’unica che ha partecipato al bando. Io devo difendere la mia comunità e i miei cittadini che sono in crisi".

Gasparini ha detto che il suo impegno sulla questione sarà massimo, come è successo nella situazione precedente, quando nel 2018 è riuscito a far spostare gli ultimi tre immigrati. Erano presenti anche i vicini di casa Sabrina Gibin, Gianni Motta, Marco Ercolani. Sono intervenuti anche Sandro Patergnani di Fratelli d’Italia e Pino Longo della pizzeria Flamingo Ca’ Cornera.

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