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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Lavoratori della case di riposo, angeli dimenticati. E molti scappano"

La denuncia dei sindacati: "Per loro niente premi, solo turni massacranti. E ad Adria hanno anche interrotto i contratti a tempo determinato"

400 nuovi Oss pronti per l'esame online

"L’emergenza non è terminata, ma è anche chiaro a tutti il grande risultato ottenuto nelle nostre Rsa per Anziani dove sì è impedito che il virus entrasse con le conseguenze catastrofiche che abbiamo visto in altre realtà. Sicuramente il grande merito va a tutti i lavoratori che hanno saputo tutelare al meglio gli ospiti, non solo all’interno delle strutture, ma anche nei comportamenti tenuti fuori proprio per evitare di diventare il veicolo per il virus. Ma è senza ombra di dubbio che, in tutto il Veneto ed in particolare la nostra Provincia, il grande risultato è da attribuire, in gran parte, all’integrazione sanitaria territoriale che ha di fatto dimostrato nei fatti la grande lungimiranza dei Legislatori del passato di questa Regione. La sanità nel territorio come grande strumento di tutela dall’epidemia e le nostre Rsa ne sono state parte integrante. Ma se da un lato è chiaro e palese questo ruolo, ancora oggi si continua a scaricare su queste realtà i costi di un bisogno assistenziale sempre più emergente e che, con il Covid, è diventato ancora più importante visti gli aumentati costi per l’organizzazione messa in atto e per le mancate entrate dovute alla progressiva riduzione di Ospiti", si legge nel comunicato congiunto firmato da Davide Benazzo per la Fp Cgil Rovigo, Francesco Malin per la Cisl Fp Padova/Rovigo e Cristiano Pavarin per la Uil Fpl Rovigo.

"Cosi, mentre la Regione, giustamente, premia i Lavoratori della sanità per il grande contributo di questi mesi, i Lavoratori delle Case di Riposo diventano gli “angeli” dimenticati sui quali si scarica il mancato e necessario investimento economico. Cosi ci troviamo difronte ulteriori riduzioni del personale in servizio come sta per mettere in atto il Direttore del CSA di Adria (ha già interrotto i contratti a tempo determinato in essere), oppure presso la Casa del Sorriso di Badia dove, a causa della difficoltà a reperire personale a tempo determinato per le sostituzioni, si effettuano turni pesanti, oltre all’utilizzo di DPI che, per la conformazione e materiale di cui sono composti, determinano un grande disagio per chi li utilizza che
diventa difficilmente sopportabile con l’aumento delle temperature. Non solo nessun riconoscimento per questi Lavoratori del grande contributo di questi mesi, ma la precisa scelta di considerare questo mondo di serie B e assolutamente altra cosa dalla sanità, malgrado sia dimostrato nei fatti il contrario. La conseguenza è che, oltre al collasso economico del settore, i Lavoratori stanno fuggendo e sempre più, in primis infermieri ma anche OSS, diventa impossibile trovarne per sostituire e mantenere almeno gli standard minimi di servizio".

"Rimaniamo sconcertati nel vedere, dopo anni di contenimento dei costi di questo settore che si sono scaricati sui Lavoratori attraverso la riduzione degli organici con turni sempre più massacranti e stipendi sempre più da fame, una nota dell’URIPA, che rappresenta le case di riposo del Veneto, dove, per ridurre l’impatto della fuga di questi Lavoratori verso la sanità, chiede alla Regione di sospendere le assunzioni di Infermieri ed Oss nelle Ulss del Veneto. I Lavoratori se ne vanno, con il danno che ne consegue anche per la perdita non solo numerica ma anche di professionalità, per come questo mondo viene trattato.
Se realmente l’Uripa le Rsa, la Regione, vogliono evitare la deriva e il fallimento del mondo residenziale per Anziani, è indubbia la necessità di investire su chi vi lavora attraverso risorse economiche dedicate ed una grande riforma che ne riconosca ruolo e strategicità all’interno della sanità del territorio. La corda, ormai tirata allo spasimo, si sta rompendo e i Lavoratori non intendono sopportare oltre, prefigurandosi una stagione di grosse proteste di tutto il settore. La responsabilità non può essere sempre e solo in capo a chi lavora".

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