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BORSEA

Messa con gli eroi anticoronavirus

Ospite anche il sindaco di Vo’ Euganeo che ha raccontato la sua esperienza con la zona rossa

Messa con gli eroi anticoronavirus

Una messa con le testimonianze di chi ha lottato contro il coronavirus e di chi ha lavorato per limitare il peso della pandemia per i ragazzi. E con la presenza del sindaco di Vo’, il Comune padovano primo focolaio del virus in Veneto e che ha attraversato settimane di angoscia e sofferenze.

Tanta partecipazione e tanta commozione, domenica scorsa, alla messa all’aperto celebrata a Borsea dal parroco dietro alla canonica. Non era la prima volta che veniva celebrata ma aleggiava nell’aria una strana sensazione, anche per la necessità di dover prestare attenzione per il rispetto della distanza richiesta.

Una messa ben partecipata con tre testimonianze accomunate dall’importanza di fare squadra: un’insegnante e due infermiere che prestano servizio all’ospedale di Schiavonia.

L’insegnante ha parlato del grosso impegno da parte dei docenti, sottolineando la collaborazione di studenti e genitori che hanno reso meno difficile questo periodo di didattica a distanza, “seppur qualcuno non fosse abituato a tablet e computer”.

Riguardo all’emergenza sanitaria in ambito ospedaliero è stata fondamentale la presenza di chi, pur svolgendo il proprio lavoro di infermiera, si è ritrovata ad accompagnare negli ultimi attimi di vita persone che non potevano avere vicino i propri familiari . “Fondamentale - hanno spiegato le infermiere - è stato il supporto reciproco tra colleghi, di ogni settore, per riuscire a superare ogni giorno un lavoro in trincea contro un nemico invisibile”.

“A fine celebrazione - dice il parroco don Silvio - abbiamo avuto l’onore della visita del sindaco di Vo’ Euganeo, Giuliano Martini, farmacista, ex scout e alpino. Ha condiviso, con alcuni presenti, la situazione che hanno vissuto e stanno vivendo nel loro paese. Ha sottolineato come, nel periodo di piena emergenza, sia stato fondamentale la riorganizzazione e la collaborazione di tutte le persone che si sono trovate ‘rinchiuse’ nel loro paese. Ora che la situazione è decisamente migliorata, cercando di tornare alla quotidianità, ha evidenziato la fondamentale importanza del corretto comportamento di ogni singolo cittadino, tenuto a rispettare le regole imposte per scongiurare un ritorno di contagi, come semplicemente l’uso della mascherina. L’augurio che ci facciamo è di poter mettere la parola fine a questo duro periodo che ci ha visto tutti coinvolti, ma si spera anche che la solidarietà, la collaborazione e il senso forte di responsabilità che ci ha accomunato durante questi mesi, che sia una specie di “virus buono” che ci porteremo dentro sempre”.

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