you reporter

COSTA DI ROVIGO

“Boia chi molla”. Viene licenziato

Il sindacato Adl Cobas: “Il lavoratore albanese non sapeva nemmeno il significato di quella frase”

“Boia chi molla”. Viene licenziato

Appare la scritta “Boia chi molla” su un pacco: licenziato un operaio albanese. A raccontare questa vicenda e quella di una altro operaio nigeriano, licenziato per motivi disciplinari, è stato Mbarek, delegato sindacale di Adl Cobas, in una conferenza stampa che si è tenuta al termine del presidio di protesta svolto davanti all’azienda “Iblu srl” di via Matteotti a Costa di Rovigo.

L’azienda si occupa del riciclo di materie plastiche, dando lavoro nella filiale polesana ad una cinquantina di dipendenti, molti dei quali stranieri ed extracomunitari. Ed è anche per questo motivo che fa sorridere la motivazione del licenziamento di un lavoratore albanese, accusato di aver scritto su una scatola destinata ad un cliente “Boia chi molla”, il motto utilizzato dalla destra politica e neofascista italiana, soprattutto negli anni ’70, per etichettare negativamente chi rinuncia e si ritira dalla lotta (politica).

“Il lavoratore in questione è albanese e non sapeva nemmeno il significato di quella frase - spiega Mbarek - probabilmente si è trattato di uno scherzo fatto dai colleghi”.

Il richiamo scritto è arrivato al lavoratore in piena pandemia e, nonostante abbia inviato la contestazione nei termini stabiliti dalla legge, il primo aprile è stato licenziato per motivi disciplinari. “Ovviamente abbiamo impugnato il provvedimento e faremo ricorso - continua il sindacalista - così come impugneremo anche il licenziamento di un operaio nigeriano messo a casa il 10 maggio, sempre nel pieno delle restrizioni per il Covid 19, dopo tre richiami assurdi e senza prima provvedere alla sospensione prevista per legge”.

Nei giorni seguenti, provvedimenti sono stati presi nei confronti di altri lavoratori, ai quali sono state sollevate diverse contestazioni, al punto che una delegazione dell’Adl Cobas ha chiesto e ottenuto un incontro con la responsabile del personale.

“Una decina di giorni fa siamo stati ricevuti dalla responsabile nazionale del personale - conclude Mbarek - ma abbiamo incontrato un muro di gomma. Ovviamente non ci fermiamo e andremo avanti nelle sedi opportune, impugnando i licenziamenti dei due lavoratori e procedendo con il ricorso”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl