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ROVIGO

"Gli affaroni del Comune: le tombe ora costano il 74% in più alla gente"

L'analisi del consigliere Mattia Milan. "E i privati si mettono in tasca 15 milioni"

Sarà Mattia Milan il capogruppo dei civici

Mattia Milan, consigliere comunale della lista Menon

"A Rovigo quando sentiamo le parole 'project financing' ci viene l’orticaria". Comincia così il comunicato col quale Mattia Milan, del gruppo consigliare Menon, torna ad esprimere pesanti perplessità sulla maniera nella quale è stato gestito l'ampliamento del cimitero comunale di viale Oroboni.

"Troppo è stato pagato - prosegue Milan - dai cittadini per questi contratti che portano solo a cause e oneri (Baldetti docet).
Sono contratti lunghi per loro natura e quindi c’è il sindaco che li sottoscrive e il sindaco che li porta avanti, anche se cambiano le amministrazioni e i loro colori".

"L’amministrazione Bergamin ha   sottoscritto  l’ennesimo project financing per l’ampliamento  del cimitero di Rovigo.
Un contratto siglato a ottobre 2018 dal dirigente  Cavallaro, in base al voto di 16 consiglieri di maggioranza di Bergamin avvenuto il  30/11/17 che porterà queste conseguenze per le tasche dei  cittadini: il loculo trentennale da 1.922 euro (vecchia convenzione) dovrà essere pagato 3.355 euro (incremento 74%); dovranno obbligatoriamente essere venduti i nuovi loculi nel nuovo lotto e non i vecchi, che via via si libereranno e resteranno vuoti.  Insorgerà quindi un problema di manutenzione in capo al Comune; il Comune diminuisce il suo introito per la concessione  dal 35% al 1o%; in base all’art. 20 della convenzione il rischio di invenduto è traslato in capo al Comune, che dovrà allungare la durata della convenzione (che già dura fino al 2039) o comprare i loculi rimasti invenduti".

"In pratica - prosegue l'analisi di Milan - il rischio di impressa  non c’è e dall’operazione complessivamente  arriveranno, secondo il piano finanziario presentato, 15 milioni di ricavi certi per i privati e un utile di circa 3,5 milioni sempre ai privati. Non dimentichiamo che il Comune investendo nell’ampliamento del cimitero della città,  difficilmente troverà risorse per ampliare i cimiteri delle frazioni che invece lo chiedono da tempo ( a parte Concadirame s’intende). E’ chiaro che i privati sono contentissimi di  questo progetto".

"Ma chi sono i privati, quelli con cui è stata stipulata la convenzione e che ci guadagneranno? La società Arcobaleno srl  originariamente aveva come soci la  Cles e Manutencoop. Nel 2011 Asm Spa (Presidenza Salvaggio), acquista il 90% di Arcobaleno srl al prezzo di 200.000 euro. Poi la società diventa inattiva, e allora con tanto tempo a disposizione, pensa bene di fare causa al Comune. Nel 2014 una società posseduto al  90 % da Asm spa (a sua volta posseduta al 100% Comune) fa causa a sua mamma diciamo così, passatemi il termine. E anche  per cancellare questa causa, nel 2017  ci venne detto dall’amministrazione Bergamin  che  era conveniente accettare un nuovo project financing (un’integrazione del precedente molto significativa) per non incorrere in possibili condanne. Ma allora adesso ci guadagna il  Comune che possiede il 90 % di Arcobaleno? No mi spiace, una volta votata la convenzione che trasformava la inattiva Arcobaleno in una società con laute prospettive, dovendo costruire il nuovo lotto cimitero, si è pensato bene di vendere la quota alla società Sta srl  a luglio  2018 (vende Asm Spa , Presidenza Duo’) per la cifra di € 43.200.  Comprato a  200.000 e venduto a 43.200, non un buon affare, anche se la società realizzerà ricavi per oltre 15 milioni".

"Ma oggi c’è una nuova delusione. E’ ora possibile sentire la nuova amministrazione, composta dai famosi tecnici professionisti, rallegrarsi nel presentare quest’opera in conferenza stampa? Ci sarebbe da piangere invece e da sottolineare quanto danno farà questo project,  andando a sottolineare le inadeguatezze politiche che hanno portato alla sua sottoscrizione. Un contratto in cui il Comune si assume ancora una volta il rischio di impresa al posto dei privati, mentre è sotto scacco per una causa intentata da una partecipata comunale. Un corto circuito politico.  Non sottolineare questo e non provare in tutti i modi a impugnare o modificare la convenzione è ancora una volta una scelta discutibile. Non ho sentito mezza parola di disamina sulla vicenda. E’ stato chiesto un parere legale per analizzare questa  convenzione?  Oppure la lettura politica è sempre gattopardiana: tutto cambia affinchè nulla cambi".

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