VOCE
CORONAVIRUS IN VENETO
18.06.2020 - 13:21
"19233 soggetti infettati, 369 sotto i 15 anni, solo il 2%. Una percentuale molto bassa rispetto alla popolazione totale. In Italia i dati sono simili. Il 40% di questi bambini sono dell'età prescolare, 50 neonati. Quasi solo contatti familiari. La necessità di ricovero bassissimo, solo 13. Tutti ricoverati in reparti ordinari e solo uno in terapia intesiva. Nessun decesso", sono i numeri dei bambini colpiti dal coronavirus illustrati dalla professoressa Liviana Da Dalt, ordinario di Pediatria presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova e capo del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino.
"L'infezione da coroonavirus è diversa nel bambini invece che nell'adulto. Si ammalano meno e meno gravemente. Quasi tutti solo un po' di tosse e febbre. Solo il 10% manifesta forme più gravi. Solo l'1% con forme davvero gravi. Ci siamo chiesti perché il coronavirus non colpisca i bimbi. Ma abbiamo solo ipotesi. Una è la mancanza o meglio, immaturità, di una proteina che potrebbe essere la porta d'ingresso del virus, inoltre il sistema immunitario del bambino è diverso, porta con sé una immunità innata. E' comunque, anche se meno dell'adulto, infettivo. Il problema? I bimbi con malattie croniche preesistenti respiratorie. Sono questi quelli che ci preoccupano".
"Neonati e bambini sono risparmiati dalla malattia, parliamo di quelli sani. Quindi tranquillità nella riapertura di centri estivi e scuole. Ma togliere dal campo l'influenza in autunno sarà necessario: il messaggio dei pediatri è vaccinate contro l'influenza i vostri bimbi anche contro il covid quando ci sarà. Il concetto del vaccino esce dalla logica individuale, è una logica di comunità. Tutti quelli che possono devono farlo per proteggere l'intera comunità".
"Sulla mascherina: non va utilizzata sotto i 2 anni, è rischiosa. Tra i 2 e 6 anni diventa più fonte di infezione che di protezione perché i bambini si toccano se la tolgono la lanciano la rimettono, invece sopra i 6 bisogna educarli a portarla".
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