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GUARDIA DI FINANZA

Lavoro nero: la Finanza chiude le aziende

Maxi sanzioni e sospensioni dall'Alto al Bassopolesine

Settimana di controlli da parte della Guardia di Finanza su tutto il territorio polesano. Su disposizione del Comando Provinciale di Rovigo infatti sono stati intensificati i controlli nei confronti delle imprese per verificare innanzi tutto il rispetto delle norme di sicurezza COVID e la regolare posizione dei lavoratori in esse impiegati. Con il coordinamento del Gruppo di Rovigo i reparti di, Adria, Loreo, Lendinara, Occhiobello e Rovigo hanno acceduto in diverse aziende rilevando numerose gravi irregolarità.

In particolare in una azienda tessile di Taglio di Po sono stati individuati ben 7 dipendenti in nero di cui 4 irregolari sul territorio italiano. Dopo le procedure di identificazione è stato ordinato loro di lasciare il Paese e il titolare dell’azienda è stato denunciato per aver impiegato manodopera senza permesso di soggiorno.

Una situazione analoga è stata rilevata in una azienda di Lendinara dove sono state trovate intente al lavoro due persone non coperte da regolare contratto e persino clandestine in Italia; pertanto, dopo l’identificazione sono state destinatarie di un decreto di espulsione. Uno dei due è stato inoltre denunziato in quanto inottemperante a un precedente ordine di espulsione. Anche in questo caso il titolare è stato denunziato all’ Autorità Giudiziaria. In entrambi i casi è stata disposta la sospensione dell’attività in quanto la manodopera in nero registrata all’atto dell’accesso risultava superiore al 50% della forza lavoro complessivamente impiegata. Altri controlli hanno riguardato tre aziende del capoluogo dove sono stati identificati nel complesso 3 lavoratori in nero con l’applicazione delle relative sanzioni.

Nel corso di due controlli eseguiti nel basso polesine, infine, sono stati individuati due imprenditori per i quali sono scattate sanzioni amministrative per non essere in possesso della licenza di commercio (pena pecuniaria da 2.500 a 15.000 € con atti inviati al sindaco), nel primo caso; nel secondo caso si è proceduto al sequestro di 228 paia di scarpe da donna in quanto non conformi alla normativa nazionale a tutela dei consumatori (pena pecuniaria da €. 516 ad €. 25.823). L’operazione si colloca nel quadro delle iniziative coordinate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza rodigina tese a contrastare ogni forma di illegalità che esercitando concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori rispettosi delle regole, creano importanti effetti distorsivi nelle leggi di mercato.

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