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ADRIA

Clamorosa marcia indietro, lo svincolo non apre

Accolte le istanze dei residenti, ma la situazione appare complicata

Vittoria dei residenti del borgo Passetto, un’autentica Caporetto per il sindaco Omar Barbierato. Bloccata l’apertura dello nuovo svincolo che accede sulla Sr516, quindi entrata e uscita nel borgo, solo per i residenti, attraverso il vecchio ponte sullo scolo Bresega. La clamorosa decisione è stata presa questa mattina, mercoledì 24 giugno, dopo tre ore di acceso confronto tra il sindaco e i residenti.

Gli abitanti, infatti, sono scesi in strada di prima mattina per protestare apertamente contro l’apertura del nuovo svincolo costato 70mila euro, ma giudicato pericoloso per l’intenso traffico che transita sulla Piovese, oltre a tantissimi Tir che passano senza sosta dalla mattina alla sera, ancora durante la notte. Inoltre lo svincolo è ritenuto poco funzionale dal momento che chi deve andare a Cavarzere deve venire fino ad Adria, girarsi alla rotatoria all’incrocio tra via Pozza e Leonardo da Vinci, quindi tornare indietro, percorrendo almeno cinque chilometri inutilmente.

Così pure che arriva da Adria per rientrare nel borgo deve recarsi a Cavarzere, girarsi sulla rotatoria e tornare indietro percorrendo circa 20 chilometri. Questa situazione verrà superata nel momento in cui verrà realizzata la terza corsia in quel tratto di strada, terza corsia che doveva essere realizzata contemporaneamente alla realizzazione dello svincolo. Anche il progettista dello svicolo, David Voltan, ha riconosciuto davanti ai cittadini che lo svincolo è stato progettato in funzione della terza corsia, in questa situazione l’opera non è completa. Non è arrivato a dire che non è sicura, ma lo ha lasciato chiaramente intendere.

Inoltre lo svincolo è stato realizzato senza un pista ciclabile e vista la forte angolatura della curva è particolarmente pericolosa per pedone e ciclisti. E su guard rail mancano ancora i catarifrangenti. La rabbia dei residenti era a fior di pelle, ingenti le forze di sicurezza arrivate sul posto con Carabinieri, polizia di stato e polizia locale. Comunque tutto si è svolto senza il minimo incidente, solo qualche parola sopra le righe. Sul posto insieme al sindaco l’assessore ai lavori pubblici Marco Terrentin, il segretario generale del comunale Gianluigi Rossetti, il dirigente Andrea Portieri e altri funzionari e tecnici del comune, oltre agli operati pronti a chiudere una strada per aprire l’altra. Arrivati sul posto anche i consiglieri comunali Massimo Barbujani, Paolo Baruffaldi ed Emanuela Beltrame. "Questo è il risultato quando non si ascoltano i cittadini" tuona Baruffaldi. "Più volte – rimarca – abbiamo fatto notare che quest’opera non andava, ma non ci hanno voluto ascoltare".

Particolarmente delicata e complicata la decisione presa dal sindaco dal momento che viene consentito il passaggio su un ponte giudicato pericolante con tanto di perizie depositate a Palazzo Tassoni, mentre viene messo in stand bay uno svincolo ritenuto sicuro dai tecnici di Veneto Strade. Questo provvedimento resterà in vigore fino all’incontro che Barbierato avrà con Veneto Strade, forse già domani, sicuramente nei prossimi giorni. La decisione, tuttavia, non ha placato gli animi perché a gran voce i residenti chiedono che venga sistemato il vecchio ponte.

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