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TRIBUNALE

Orrore all’Iras: subito prosciolti cinque indagati

Ad affrontare il dibattimento, per maltrattamenti, saranno quattro oss

Orrore all’Iras: subito prosciolti cinque indagati

Una delle anziane mentre viene tormentata con una scopa

In quattro, tutte oss, finiranno a processo, mentre, per altre cinque, quattro donne e un uomo, è arrivato il proscioglimento. La prima udienza dibattimentale sarà il 27 ottobre.

Il giudice per le udienze preliminari Raffaele Belvederi, in mattinata, è stato chiamato a pronunciarsi su uno dei casi che maggiormente hanno scosso la città: ossia, i presunti maltrattamenti che sarebbero stati commessi all’Iras, ai danni di anziane non autosufficienti, ospiti del nucleo arancione della struttura di San Bortolo.

L’ipotesi di reato per la quale si procedeva era quella di maltrattamenti aggravati dalla minorata difesa. A indagare, la squadra mobile della questura di Rovigo, guidata dal commissario capo Gianluca Gentiluomo. Gli investigatori avevano lavorato, con intercettazioni ambientali, sull’operato di sette operatrici sanitarie, tutte donne, e due inservienti, un uomo e una donna, in servizio, tra primavera ed estate 2019, al reparto arancione dell’Iras di San Bortolo. Quello destinato alle persone non autosufficienti.

Tutte le indagate erano state destinatarie di una misura cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari, che aveva lo scopo di impedire loro di venire a contatto con anziani e non autosufficienti.

Le oss della misura cautelare personale interdittiva del divieto temporaneo di svolgere l'attività professionale; i due inservienti del divieto temporaneo di svolgere l'attività professionale all'interno di strutture sanitarie e sociosanitarie. Tutte misure decadute, dopo l’udienza preliminare.

Secondo l’accusa, a vario titolo, le indagate avrebbero percosso, spaventato e umiliato le anziane ospiti; tanto da configurare, appunto, l’ipotesi di reato di maltrattamenti. Una ricostruzione che, però, ha retto solo in parte il vaglio dell’udienza preliminare: per ben cinque imputate, quattro donne e un uomo, infatti, verosimilmente è stata accolta la tesi delle difese (con gli avvocati Andrea Braccioli, Elena Perini, Francesca Ledda, Enrico Cappato e Valentina Verde) secondo le quali il numero, limitato o limitatissimo, di episodi contestati alle indagate non consentiva di parlare di maltrattamenti, che debbono, per forza di cose, essere seriali.

Sarà, invece, il dibattimento a vagliare la situazione delle quattro oss finite a processo. Nel corso dell’udienza preliminare hanno scelto di costituirsi parte civile due famiglie di altrettante anziane vittime dei presunti maltrattamenti. Significa che, con il proprio avvocato, Lorenza Munari ed Ilaria Brandalese, affiancheranno l’accusa, domandando, oltre alla condanna, anche un risarcimento.

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