you reporter

BADIA POLESINE

“Gli anziani lasciati a 33 gradi”

Comitato dei familiari e minoranza all’attacco, nel giorno della riapertura alle visite in casa di riposo

“Gli anziani lasciati a 33 gradi”

La casa del sorriso di Badia Polesine

La Casa del sorriso riapre le proprie porte ai parenti, ma nel frattempo il Comitato dei familiari ed il gruppo consiliare Adesso Badia puntano il dito sulle elevate temperature dei locali della struttura di via San Nicolò.

Alla vigilia della riapertura ai parenti della casa di riposo badiese, in programma ieri, il presidente del Cda della struttura Tommaso Zerbinati ha presentato in prima persona i nuovi spazi ricavati nel piano terra e le novità inerenti alle modalità di accesso ai locali, che permetteranno ad ospiti e propri cari di ricongiungersi senza “barriere” dopo quasi quattro mesi di distanziamento.

"Sono stati quattro mesi difficili e intensi per il personale che ha dovuto utilizzare i dispositivi di protezione, ma anche per ospiti e familiari che non hanno potuto vedersi – ha detto il presidente dell'ente in un video di presentazione postato sulla propria pagina facebook - Le videochiamate e le telefonate hanno attenuato il problema, ma non era lo stesso di una visita in presenza".

A partire da ieri, i parenti hanno potuto tornare a far visita ai propri cari utilizzando una delle tre salette in cartongesso recentemente realizzate proprio a questo scopo, solo dopo aver indossato i dispositivi di protezione personale ed essersi sottoposti al test sierologico. Come anticipato nei giorni scorsi, l'incontro durerà mezzora, mentre per il momento non sarà possibile abbracciarsi e dovrà essere presente un operatore.

"Per permettere le visite – ha aggiunto Zerbinati – abbiamo deciso di attrezzare un’area nella saletta bar. Ospiti e familiari non potranno più vedersi nei nuclei: il Coronavirus non è scomparso, anche se circola in maniera meno intensa. Il rispetto delle regole e delle raccomandazioni è dunque essenziale per mantenere la Casa del sorriso Covid free".

Poche ore prima della riapertura, però, il Comitato familiari ha sollevato, nelle proprie pagine social, la questione del malfunzionamento degli impianti di condizionamento.

"Il condizionamento dei locali dell'intera struttura non è ancora entrato in funzione e la situazione è molto pesante" hanno scritto i familiari in un post, saltato all'occhio della minoranza di Adesso Badia che ha immediatamente riportato la problematica in un'interrogazione firmata dalla consigliere Idana Casarotto e diretta al sindaco Giovanni Rossi.

"La situazione – ha fatto notare la consigliere comunale – appare grave e non sopportabile a lungo sia per gli ospiti, sia per gli operatori. È stata segnalata una temperatura media nei reparti di 33 gradi e di certo il ricambio d’aria notturno non può essere ritenuto sufficiente ad alleviare le sofferenze per l’elevata temperatura. L’impianto di condizionamento già in passato è stato sofferente. Chiediamo di sapere se è stato adeguato alle norme previste dai protocolli sanitari anti Covid e di conoscere le motivazioni della mancata accensione".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Ci sono 4 nuovi contagiati
CORONAVIRUS IN VENETO

Ci sono 4 nuovi contagiati

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl