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CORONAVIRUS IN VENETO

Arresto e sino a 12 anni per i positivi che vanno in giro. Isolamenti imposti in struttura

L'analisi del presidente della Regione

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Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia

"Dal 1° luglio in Veneto abbiamo avuto 28 contagi, che sono una inezia, dal punto di vista epidemiologico, su 5 milioni di Veneti - ha detto il presidente della Regione Luca Zaia - ma 15 sono di virus 'importati', ossia che provengono da stranieri. Non stiamo parlando di razzismo, ma di dati di sanità pubblica. A noi interessa unicamente che non si diffonda il virus, null'altro. E' un trend che si sta riscontrando in vari paesi. Su 28 contagiati dal 1° di luglio, 15 sono stranieri".

Zaia ha voluto spiegare come non si parli di Paesi "poveri", tradizionalmente oggetto di emigrazione, ma di Paesi di vario tipo, sollevando la questione dei "contagi transfrontalieri", una emergenza che si sta verificando in varie nazioni.

Zaia è quindi passato a illustrare l'ordinanza che aveva annunciato nella giornata di venerdì scorso, al centro della quale c'è la gestione degli isolamenti e della quarantena per quanti arrivano in Veneto da paesi non compresi in un allegato dell'ordinanza che individua 36 paesi ritenuti "sicuri", in gran parte nella Ue.

1) Obbligo di isolamento fiduciario: è stabilito come misura regionale l'isolamento fiduciario di 14 giorni nei seguenti casi: contatto a rischio con persona positiva al tampone; ingresso o rientro in Veneto da paesi diversi da quelli dell'allegato 1 (36 in tutto: principalmente i Paesi europei); compresenza di sintomi di infezione respiratoria e temperatura superiore ai 37,5°.

2) Isolamento in strutture extra ospedaliere: l'azienda Ulss, in relazione al numero di conviventi in abitazione, può disporre isolamento in strutture diverse dall'abitazione, con oneri a caso dell'interessato. Possibile, quindi, imporre l'isolamento in strutture ad hoc, alternative alla propria abitazione, nel caso l'isolamento a casa rischi di produrre contagi familiari. A oggi, l'isolamento in struttura era possibile solo come scelta volontaria.

3) Obblighi per chi fa rientro dall'estero per le sole esigenze lavorative: sono obbligatoriamente sottoposti a test di screening con tampone, per la ricerca del tampone, tutti i soggetti che entrano o tornano in Veneto da un Paese diverso da quello dell'allegato 1. In questi casi, si effettua un primo tampone all'arrivo in Veneto, un secondo dopo 5 - 7 giorni dall'arrivo. In questo periodo, il lavoratore dovrà usare la mascherina, anche al lavoro. La prestazione sanitaria è gratuita ed erogata dall'Ulss. I datori di lavoro dovranno avvisare l'Ulss di queste situazioni.

4) Obbligo di denuncia e segnalazione: gli elenchi delle persone in isolamento dovranno essere comunicati a sindaco, prefetto e autorità giudiziaria. 

5) Rifiuto di ricovero: in caso di rifiuto di ricovero da parte di positivi, risultati positivi dopo il tampone, le Ulss segnalano alla polizia giudiziaria il nominativo della persona. Parte, quindi, la denuncia d'ufficio.

6) Sanzioni: per le violazioni dell'articolo 1 e 2 si applica la sanzione pecuniaria di 1000 euro. Per la violazione dell'articolo 3, si applica, a carico del datore di lavoro, la sanzione di 1000 euro per ogni lavoratore dell'azienda; previste inoltre anche pene detentive da 1 a 12 anni con arresto da 3 a 18 mesi per i positivi che non dovessero rispettare l'isolamento.  La Regione precisa che la materia penale è di competenza statale. Si tratta di pene già previste dal codice penale che il presidente della Regione ha voluto ricordare e non certo istituire visto che le modifiche al codice penale non sono di competenza regionale. 

Resta sul tavolo, al momento, il tema del ricovero coatto, che dovrà essere affrontato, vista anche la delicatezza dei temi che porta con sé, a livello governativo.

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