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CAVARZERE

Profughi positivi al coronavirus in centro, la città si rivolta

Lasciati in un edificio di piazza della Repubblica per poche ore, poi spostati in località Ca' Albrizzi. Il sindaco: "Non ne sapevamo nulla"

Non è chiaro se ci fosse la speranza di fare passare inosservata l'operazione. Se così fosse, l'idea non ha funzionato: difficilmente avrebbe potuto, dal momento che, nella serata di giovedì 16 luglio, fare arrivare un enorme pullman della Croce Rossa in piazza della Repubblica a Cavarzere, farne scendere operatori completamente bardati con tute anti contaminazione, quindi trasferire in un condominio un gruppo di profughi, richiedenti asilo, ha comprensibilmente attirato più di una attenzione.

Così, è partito il tam tam e, in breve, si è scoperto che una decina di richiedenti asilo provenienti dal centro di accoglienza di Jesolo dove sono stati trovati una quarantina di positivi al coronavirus, erano stati "smistati" in città, probabilmente in una ottica di "alleggerimento" del centro, in maniera da potere meglio gestire la fase di isolamento. Di conseguenza, quelli arrivati in città sarebbero richiedenti asilo positivi, ovviamente gestiti con tutte le accortezze del caso. Se, però, dal punto di vista medico è stato fatto tutto in maniera ineccepibile, difficile dire lo stesso da quello della comunicazione: in città, nessuno ne sapeva nulla, neppure - assicura e ha assicurato anche ai propri concittadini, in piazza, il sindaco Henri Tommasi - il Comune.

Così, è montata la protesta, con l'idea di una grande manifestazione per dire no agli arrivi in generale e no agli arrivi gestiti in questa maniera in particolare. L'autorizzazione alla manifestazione, però, non è stata rilasciata, per questioni di tempistica: troppo poco preavviso. C'è stato, quindi, un ritrovo spontaneo, senza assembramenti che ha visto la presenza, tra gli altri, dei due capogruppo della Lega di Cavarzere, Piefrancesco Munari, e di Adria, Paolo Baruffaldi. Ha voluto parlare, come detto, anche il sindaco, che ha criticato una manovra calata dall'alto sulla città.

Intanto, già da qualche ora, i profughi erano stati spostati in un'altra collocazione, senza dubbio maggiormente consona alla situazione, fuori del territorio comunale. Poco dopo, però, si è appreso che, sempre sul territorio comunale resta invece un secondo gruppo di richiedenti asilo positivi al virus, distinto dal primo, a quanto spiegato dal sindaco, ospitato in località Rovigata, al confine col Polesine.

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commenti 1
  • raffaello13

    17 Luglio 2020 - 23:11

    Operazione CRIMINALE perchè attenta alla Salute dei Cittadini, agendo di Nascosto, senza permettere di difendersi dal contagio di sconosciuti. Falso isolamento perchè INCONTROLLATO, e con qualche bicicletta TUTTI gli infetti possono girare Dappertutto nel Comune ed in quelli limitrofi! Alla faccia delle precauzioni sbandierate dal governo, se poi i suoi rappresentanti nel territoriono lasciano liberamente circolare gli infetti per di più sconosciuti perchè fuori piazza!

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