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A CHE PUNTO SIAMO

Mille giorni dal Referendum sull'Autonomia del Veneto

Zaia allarga le braccia, Rete 22 Ottobre manifesta contro la Lega che non ha ancora portato a casa il risultato

Mille giorni dal referendum sull’autonomia del Veneto. Ma, da allora, nulla è cambiato. Allarga le braccia Luca Zaia: “Non so cosa farci. Noi abbiamo fatto il massimo, il governo sa che ora è finita la stagione delle chiacchiere. Vogliamo ottenere le competenze sulle 23 materie: porteremo a casa il risultato, per portare questo Paese fuori dal medioevo e verso un nuovo rinascimento”.

Intanto, però, a Venezia, la Rete 22 Ottobre (il giorno in cui, nel 2017, venne celebrato il referendum) ha manifestato a favore dell’autonomia del Veneto e contro la Lega, il partito di Zaia. Tra loro, anche il rodigino Fabio Benetti: “Mille giorni di prese in giro e di ipocrisia - le sue parole - dobbiamo essere consapevoli che un partito nazionalista com’è diventata la Lega di Salvini non può avere a cuore la questione dell’autonomia, perché è più attento a prendere voti al Sud che non alle richieste di autonomia di Veneto e Lombardia”.

Un ragionamento che coinvolge direttamente anche lo stesso Zaia, in vista delle elezioni regionali di settembre. “Zaia - dice Benetti - deve capire che per ottenere l’autonomia deve candidarsi da solo, dissociandosi dalla Lega, da Salvini, e da partiti come Fratelli d’Italia che di autonomia non vogliono assolutamente sentir parlare, perché parlando di sovranismo che è il contrario dell’autonomia. Se Zaia avrà il coraggio di correre da solo vincerà a mani basse e avrà le mani libere per chiedere l’autonomia, altrimenti dovrà soggiacere alle logiche della campagna elettorale nazionale permanente. Se poi accetterà di formare una coalizione con Fdi, che potrebbe essere il secondo partito del centrodestra, sappia che l’autonomia non arriverà, se non in un futuro molto remoto”.

Chiaramente, Luca Zaia - anche per logiche politiche - non può dare ragione a Benetti. Ma una cosa se la lascia scappare. “Non ho ottenuto niente né col centrodestra né col centrosinistra. Ma ci ricorderemo di quei politici che in Veneto parlano di autonomia e poi quando vanno a Roma diventano centralisti e nazionalisti. In questi mille giorni - sottolinea Zaia - abbiamo parlato con interlocutori diversi: il governo Gentiloni non ci ha ascoltato molto ma abbiamo firmato una preintesa con il conferimento di cinque materie e approfondimenti sulle altre; il primo governo Conte (Lega-M5s, ndr) ha portato risultati zero, se non per il lavoro ciclopico fatto dal ministro Stefani; il secondo governo Conte (Pd-M5s, ndr) poi non ha prodotto proprio nulla”.

Ma di questi mille giorni non è tutto da buttare. “Abbiamo inaugurato un nuovo corso - dice Zaia - il fatto che il presidente del consiglio sia costretto a parlare di autonomia del Veneto, e che questa sia entrata a pieno titolo nell’agenda del governo, è una svolta storica. Indietro non si torna, e all’autonomia si arriverà. A Roma se lo mettano in testa”.

E sul dialogo con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, che riprenderà giovedì con un tavolo tecnico già convocato: “Se questo governo vuole scrivere una pagina di storia, noi siamo pronti. Ormai la questione è solo procedurale: la bozza di accordo c’è, devono soltanto portarla in parlamento. Se questo non accadrà, prenderemo atto che le forze di governo sono contro l’autonomia. Ne parleremo con chi verrà dopo di loro”.

Sui mille giorni dal referendum interviene anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari: “Oltre due milioni di veneti hanno votato per il sì all’autonomia, ma da Roma sono ‘sordi’: non ci vogliono ascoltare - scrive - il Veneto ha dimostrato sul campo, soprattutto in questa emergenza sanitaria, di meritarsi l’autonomia richiesta. Il nostro presidente non molla e sono certo che i veneti saranno al suo fianco e tutti insieme riusciremo a portare a casa anche questo risultato”. Mentre da Rovigo, il consigliere comunale della Lega Riccardo Ruggero annuncia che “continueremo sempre a lottare insieme al presidente Zaia per ottenere l’autonomia che noi Veneti ci siamo conquistati sul campo, e la gestione dell’emergenza sanitaria ne è stata l’ennesima prova”.

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