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Coronavirus

In Veneto 38 focolai: "Il 50% importato dall'estero"

Nel punto stampa di oggi, 27 luglio, il governatore Zaia ha dato alcuni dati sull'andamento epidemiologico. I morti in ospedale sono aumentati da 1322 a 1444. Abbiamo 38 focolai, 19 importati dall'estero e 19 nati in Veneto.

Zaia: "Meglio la chiusura totale"

Luca Zaia

Il governatore del Veneto Luca Zaia è tornato a fare il punto stampa sul Coronavirus, oggi 27 luglio nella sede della Protezione civile di Marghera. 

"Abbiamo 38 focolai esistente, 19 autoctoni, e 19 importati dall'estero", ha sottolineato il governatore. "Non bisogna abbassare la guardia e sfido chiunque a dire che questa amministrazione non ha fatto la sua battaglia. Il virus non se n'è andato e dà segnali clinici diversi dall'inverno". 

"Il tampone, ad oggi, è l'unico strumento diagnostico per il Covid-19 - ha continuato Zaia - In Veneto abbiamo sempre continuato a farli. E vedrete che arriveremo a fare i controlli in casa".

"Il virus non se n'è andato, chiedo ancora a tutti la massima attenzione e il rispetto delle indicazioni contenute nel Dpcm. Va utilizzata la mascherina nei locali chiusi e bisogna igienizzarsi le mani. Ma oggi clinicamente l'impatto del virus sugli ospedali non c'è. Non siamo davanti a una situazione drammatica ma il 70% dei positivi è asintomatico".

Preoccupante il dato sull'età di contagio: "Sappiamo con certezza che l'età media dei contagiati è diminuita di 20 anni. Fino ai primi di luglio abbiamo avuto una diminuzione dei focolai a cui è seguito un aumento a causa dell'arrivo in Veneto di casi extra-europei"

Per Zaia è importante arrivare pronti alla diagnosi: "Siamo in attesa della validazione del tampone rapido perché sarà uno strumento fondamentale in vista dell'autunno. Far tutto solo con i tamponi classici non è più possibile, lo ribadiremo nel nuovo Piano di sanità pubblica che presenteremo nei prossimi giorni". 

Il dato dei "casi attualmente positivi" scende di una unità in tutta la regione, passando dai 705 casi delle ore 8 ai 704 delle ore 17.  Resta fermo a quota 2.064 il numero dei decessi totali in tutto il territorio regionale.

Per quanto riguarda i ricoveri negli ospedali per acuti del Veneto, la situazione appare leggermente modificata al ribasso rispetto a questa mattina: sono infatti 120 in totale (-2) i ricoveri ospedalieri sia di persone tuttora positive al virus che già negativizzate, di cui 113 in area non critica e 7 in terapia intensiva.

Rispetto al 18 maggio 2020, data del Dpcm che ha cominciato ad aprire, i dati parlano di un aumento decrescente dei positivi. In due mesi è di 865 persone il numero dei positivi. "Ma il dato più interessante sono gli isolamenti 1153 in meno rispetto al 18 maggio - ha sottolineato Zaia - I dimessi sono 554 in più rispetto al 18 maggio. I ricoverati sono passati da 541 (di cui 263 positivi) a 114 (dei quali 31 positivi), vuol dire 427 persone in meno ricoverate negli ospedali. Le terapie intensive erano 51, oggi sono 6 e sono tutti pazienti negativi".

Il totale dei morti è aumentato raggiungendo quota 2064, 261 morti in più rispetto al 18 maggio. I morti in ospedale sono aumentati da 1322 a 1444.

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