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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Pericoloso calo di attenzione, oggi sono i giovani che portano a casa il virus"

Il bollettino dell'Ulss 5 Polesana sul contagio

"Quinto giorno a contagio zero: la ripresa continua senza ricadute"

"Era opportuno fare il punto della situazione sul tema del coronavirus in Polesine. C'è un quadro generale internazionale che sta avendo degli andamenti non uniformi ma particolarmente impattanti. Poi c'è un andamento regionale in linea con quello nazionale, ma anche da noi vediamo da un po' di tempo qualche caso in più. Anche a Rovigo, dopo un periodo di ottima calma, siamo tornati ad avere una serie di casi sporadici. Nessun allarmismo, io sono ancora ottimista anche per la prospettiva futura perché comunque con il lockdown abbiamo interrotto la catena epidemiologica del contagio. Però non posso fare a meno di sottolineare che ci sono dei dati che richiedono attenzione, non allarmismo, ma attenzione. Non siamo in presenza di focolai, ma c'è una lieve ripresa della curva delle positività, non tale da destare allarme ma da ridestare un senso di attenzione che ho l'impressione sia un po' calato". Lo ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella.

"Noi abbiamo bisogno di ridestare attenzione e senso di responsabilità perché un po' le scene che vediamo nelle attività sociali, nelle località balneari danno l'impressione di un calo di attenzione. Il senso di responsabilità era stato l'elemento vincente per bloccare la circolazione del virus. Il migliore farmaco contro il coronavirus è la prevenzione e le azioni per evitare questo sono semplicissime. Utilizziamo la mascherina in luoghi affollati o chiusi, manteniamo le distanz e l'igiene. Le avevamo fatte bene, ma ora mancano. Soprattutto nella popolazione più giovane. Non è un caso che l'età media dei contagiati si sia abbassata. Adulti e anziani la usano soprattutto per proteggersi, mentre i giovani, complice una giusta voglia di vita sociale, e un allentamento delle misure di attenzione porta a questa serie di positività con età media più bassa".

"La sacrosanta voglia di ripresa e vita sociale non può essere disgiunta dal mantenere alto il livello di attenzione. Ieri abbiamo avuto 3 nuovi casi che portano a 471 casi dall'inizio dell'epidemia in Polesine (15 attualmente positivi) - continua Compostella - Si tratta di un uomo del '65 ricoverato in malattie infettive a Padova, una ragazza del 2001 figlia dell'uomo e di una amica della stessa età. Tutti dell'Alto Polesine. Un esempio di una piccola catena. L'ipotesi è che sia stata prima ad ammalarsi la figlia e abbiamo esempi simili nelle giornate precedenti. La mia non è una critica a queste persone ma è un invito soprattutto ai giovani a ricordarsi di mantenere alto il livello di attenzione per se stessi e per gli altri. Perché poi la portano a casa. Dobbiamo prepararci al vero crash test: l'apertura delle scuole. Dobbiamo arrivare a quel momento con la cultura della responsabilità più alta possibile. Dobbiamo cominciare da adesso".

"Ieri sera abbiamo avuto anche il caso di uno straniero che ha avuto un malore a Rovigo ma è domiciliato a Padova ed è ricoverato in malattie infettive a Rovigo con il coronavirus - ha detto il direttore generale - E' evidente a tutti che c'è una ripresa di casi di positività. Ma non ci sono focolai in Polesine".

Tamponi. L'attività continua, si lavora tanto sulla prevenzione. I tamponi eseguiti sono 62.240. Le persone sottoposte a tampone sono 26.125. "Ci siamo attrezzati per avere la possibilità di processare i tamponi nei tre ospedale per arrivare a breve a processare fino a mille tamponi al giorno in autonomia", spiega Compostella.

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