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ECONOMIA

“Governo razzista con il Nord”

Riello: “Non ci hanno ascoltato. Dovevano detassare gli investimenti e incentivare le assunzioni”

“Governo razzista con il Nord”

"Mi sento proprio un pirla ad avere gli stabilimenti produttivi in Veneto e in Trentino". Il dl Agosto scontenta - e non poco - gli imprenditori di casa nostra: a dar loro voce è Giordano Riello, già presidente dei Giovani di Confindustria Rovigo, che affida ad un post su Facebook (che in poche ore collezione centinaia di "mi piace" e decine di commenti e condivisioni) la propria delusione per un provvedimento che definisce - senza tanti giri di parole - "razzista nei confronti della gente settentrionale".

Il problema è quella riduzione del carico contributivo del 30%, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre prossimi, riservata soltanto ai lavoratori delle aziende del Mezzogiorno. "Ma cosa vuol dire? Ma che strumento è? Ma dove sta la ‘ratio’ di una scelta del genere?", scuote la testa Riello.

Scusi, Riello, ma lei non aveva partecipato agli Stati generali dell’economia voluti dal premier Conte? Non avevate parlato delle misure da prendere per rilanciare l’economia?

"Esattamente. E in questo decreto non c’è niente di ciò che avevamo chiesto: nessuno strumento efficace per far fare gli investimenti agli imprenditori. In particolare, io avevo chiesto di detassare gli utili reinvestiti in azienda, perché trovo perverso pagare le tasse su soldi che gli imprenditori non si mettono in tasca ma utilizzano per generare occupazione e creare indotto. Sarebbe una manovra a costo zero per l’erario, perché produrrebbe extragettito, sia con il maggior numero di occupati che sostenendo di conseguenza i consumi. E invece niente, non ci hanno ascoltato".

Invece sono stati ridotti i contributi alle sole aziende del Sud. Perché questa misura l’ha fatta così arrabbiare?

"Per due ragioni. Intanto perché si tratta di un’operazione razzista nei confronti della gente del settentrione. Una manovra del genere si poteva fare, ma trasversalmente, per tutti i lavoratori d’Italia. Ma soprattutto perché questa misura va contro le ragioni che dovrebbero stare dietro al provvedimento, cioè sostenere chi sta subendo la crisi economica causata dall’emergenza sanitaria. Le regioni del Sud, e di conseguenza le loro aziende, sono state colpite meno dal virus rispetto a quelle del Nord: hanno sofferto meno. Vogliamo comunque incentivare l’industria nel Mezzogiorno? D’accordo, ma non diciamo che è una manovra per contrastare i danni causati dal Covid, altrimenti è una presa in giro per tutti quegli imprenditori che continuano ad investire in Italia. Tutto questo mi fa imbufalire. Come il bonus casalinghe...".

Cos’ha che non va?

"In un Paese che stenta a crescere, in cui le imprese hanno difficoltà a trovare manodopera, e in cui il tasso di disoccupazione giovanile è alle stelle, noi diamo soldi alle persone per restare a casa dal lavoro. Per quanto le casalinghe siano figure importanti, io credo che bisogna piuttosto creare le condizioni per poter assumere. E’ come quando sento parlare di blocco dei licenziamenti: è una sciocchezza, nel senso che va invertita la prospettiva. Dobbiamo piuttosto parlare dello sblocco delle assunzioni, è questo il tema principale per l’Italia. Se non incentiviamo chi assume, hai voglia a fare dell’‘helicopter money’".

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